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Agricoltura: una condotta alternativa garantirà acqua pulita nel basso Veneto

Il progetto del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, del valore complessivo di 45 milioni di euro, è stato inserito tra le opere prioritarie finanziate del Fondo nazionale di investimento per le infrastrutture irrigue

C'è grande soddisfazione da parte dell'assessore all’agricoltura e alla bonifica della Regione Veneto Giuseppe Pan, per la notizia dell’inserimento del progetto del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, per una condotta sotterranea alternativa al Fratta-Gorzone, tra le opere prioritarie finanziate del Fondo nazionale di investimento per le infrastrutture irrigue.

Il Ministero per le Politiche agricole ci ha confermato – ha dichiarato Pan - che dal Fondo investimento per interventi sulle infrastrutture irrigue e a sostegno della ricerca in agricoltura sono in arrivo risorse per la condotta sotterranea progettata dal Consorzio di bonifica Adige Euganeo. Si tratta di un’opera irrigua indispensabile per assicurare acqua pulita ai campi e agli allevamenti delle terre contaminate dai Pfas, dalla Bassa Veronese al Basso Vicentino alla Bassa Padovana.
Ho personalmente difeso nelle sedi ministeriali – ha sottolineato l’assessore veneto - la necessità e l’assoluta priorità del progetto irriguo del Consorzio Adige-Euganeo, al fine di poter garantire una alternativa sicura al fabbisogno idrico dell’agricoltura e della zootecnìa di una vasta area agricola, fortemente penalizzata dall’inquinamento del Fratta-Gorzone.

Il progetto messo a punto dal Consorzio di bonifica Adige Euganeo, del valore complessivo di 45 milioni di euro (si è in attesa di conoscere formalmente la quantificazione del finanziamento statale attraverso un apposito decreto), prevede la realizzazione di una tubazione sotterranea di 21 km, da Cologna Veneta a Castelbaldo, in prosecuzione del canale Leb. La nuova condotta, che secondo il progetto elaborato dal Consorzio dovrà attraversare i territori di Pressana, Montagnana, Merlara, Urbana e Masi, consentirà di distribuire nelle reti irrigue del basso Veneto l’acqua ‘pulita’ dell’Adige, evitando così di dover prelevare dal corso inquinato del Fratta-Gorzone.

La soluzione elaborata dallo staff tecnico del Consorzio Adige Euganeo – ha concluso Pan - si è dimostrato valida e convincente al vaglio ministeriale, in quanto investimento strutturale che consentirà di affrontare le frequenti crisi idriche dell’area, nonché sofisticata opera strategica per superare l’inquinamento da Pfas e da scarichi industriali del Fratta Gorzone. La condotta, una volta realizzata, sarà gestita con un sofisticato impianto di telecontrollo che permetterà di distribuire, senza utilizzo di energia elettrica, acqua di qualità a circa seimila ettari di territorio.

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