Entra negli uffici AVEPA e prende a bastonate tre impiegati: agricoltore nei guai

L'uomo era stato sanzionato per l'utilizzo di un funghicida ritenuto dannoso dall’Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura e negli uffici di via Sommacampagna ha sfogato la sua rabbia

La Volante davanti agli uffici AVEPA

Una notizia giunta nella mattinata di venerdì alla sala operativa, aveva suscitato una certa preoccupazione all'interno della Questura di Verona: raccontava infatti di un uomo che era entrato in fretta e furia negli uffici dell’Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura in via Sommacampagna, brandendo un bastone e con una tanica di liquido trasparente nell'altra mano. 

Sul posto si sono quindi diretti gli equipaggi delle Volanti, che avrebbero sorpreso l'uomo mentre vibrava fendenti con il bastone a tutti quelli che si paravano sulla sua strada. So trattava di un cinquantenne imprenditore agricolo, che ha sfogato la sua ira sulle tre persone presenti in quel momento negli uffici dell’AVEPA, le quali hanno cercato di difendersi come potevano e alla fine hanno riportato lesioni alle gambe e alla testa guaribili rispettivamente in sei, quattro e tre giorni. 
Quanto al liquido contenuto nella tanica, che si temeva potesse essere sostanza infiammabile da usare come comburente per appiccare il fuoco, si è rivelato essere un fungicida utilizzato in agricoltura, oggetto delle sanzioni che l’uomo avrebbe ricevuto dall’AVEPA e che avrebbero scatenato la sua rabbia. 

Il cinquantenne veronese, fino a venerdì incensurato, è stato arrestato per lesioni aggravate e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, che lo ha convocato per il giudizio direttissimo nella mattinata di sabato. Il giudice, dopo la convalida dell’arresto, ha disposto nei confronti dell’uomo la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria e rinviato l’udienza il prossimo 11 settembre.

La Cia Agricoltori Italiani esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza ad Avepa e ai suoi funzionari della provincia di Verona, aggredito venerdì. Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, condanna fermamente l’episodio. «L’emergenza coronavirus – spiega - ha sicuramente creato molte difficoltà, il momento è grave e la via d’uscita lunga e impegnativa. Qualcuno può arrivare all’esasperazione, ma non esiste giustificazione alcuna per il ricorso alla violenza: non si può risolvere tutto cercando di farsi giustizia da soli. La crisi è presente e dura – conclude Passarini – dobbiamo avere i nervi saldi e usare il buonsenso, per uscirne tutti insieme».

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