Cronaca Borgo Roma / Via Polveriera Vecchia

Maltempo, i vigili del fuoco chiedono misure concrete: «Emergenza drammatica»

I pompieri impegnati nel Bellunese chiedono la «dichiarazione di emergenza di 2^ fase, turni a 24 ore e il richiamo dei volontari per sopperire alle carenze presso le sedi centrali»

La devastazione ad Agordo nel Bellunese

«L'esperienza diretta, come quella di tutti i vigili del fuoco presenti nella zona interessata dai soccorsi, parte da dati che testimoniano una situazione veramente difficile. L'emergenza che sta interessando la provincia di Belluno, con il passare dei giorni, sta assumendo dimensioni sempre più drammatiche». Parole che non lasciano spazio ad equivoci quelle di Luca Cipriani dell'Esecutivo Nazionale FP CGIL dei vigili del fuoco, da giorni presente sui luoghi più colpiti dal maltempo nel Bellunese.  

In attesa della visita ufficiale del vicepremier Matteo Salvini che avverà quest'oggi, domenica 4 novembre, da parte dei vigili del fuoco giungono dunque richieste ben precise circa le modalità d'intervento e soccorso che sarebbe il caso d'intraprendere: «Nell'alto Agordino ci sono tuttora paesi privi di energia elettrica e linee telefoniche, - spiega ancora Cipriani - con le strade e le case piene di fango e alcuni smottamenti ancora in corso. Si contano tuttora i danni provocati dallo straripamento dei fiumi e dal lago ad Alleghe. La preziosa opera dei vigili del fuoco abbisogna di sostegni formali. Serve almeno una "Dichiarazione di emergenza di seconda fase", l'attivazione dei turni a 24 ore e il richiamo dei volontari per sopperire alle carenze presso le sedi centrali».

«La generosità dei volontari di protezione civile non è sufficiente a garantire quel livello di soccorso che può garantire solo una massiccia presenza di vigili del fuoco. È tempo di decidere con estrema urgenza, - conclude Cipriani - senza rinvii e inutili discussioni, senza limiti territoriali ma con la massima solidarietà nazionale, per dare ai vigili del fuoco la possibilità di lavorare a favore delle popolazioni colpite dalla calamità». 

L'impegno dell'esercito a Cadore

Nel frattempo, continua anche l’impegno dell’esercito nel fronteggiare l’emergenza maltempo nel Nord Est d’Italia. L’impiego dei militari, fornito a supporto delle istituzioni locali in coordinamento con la protezione civile, sta contribuendo anch'esso a soccorrere e lenire i disagi delle persone colpite dalle eccezionali piogge e dal forte vento. In particolare a Cadore sono intervenuti i militari del 2° reggimento genio guastatori di Trento, del genio ferroviari di Bologna e del 3° reggimento genio di Udine con i loro assetti specialistici per concorrere al ripristino della viabilità, per interventi in emergenza e per monitorare i livelli dei fiumi a rischio esondazione. 

Coordinati dal Comando Forze Operative Nord in collaborazione con i vigili del fuoco, i militari liberando le strade di maggior scorrimento dai detriti lasciati dal nubifragio nella provincia di Belluno nelle località di Auronzo di Cadore, Falcade, Rocca Pietore, Gosaldo. Nell’area di Feltre hanno messo a disposizione una piattaforma elevabile indispensabile per le potature e gli interventi sui fabbricati. I loro assetti di trasporto stanno portando in Veneto materiali per costruire delle opere di contenimento. 

L’impegno dell’esercito in questi giorni si sta concretizzando anche sul rimanente territorio nazionale, attraverso l’allertamento di tutti i dodici reggimenti genio distribuiti sulla penisola che esprimono capacità non solamente operative ma anche di protezione civile. Tutti i reggimenti sono, infatti, dotati di mezzi speciali quali escavatori cingolati, terne ruotate, autogru, motopompe, torri di illuminazione e gruppi elettrogeni, veicoli tattici che risultano utili nel ripristino della viabilità e negli interventi post alluvionali. 

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