Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Piazza Maestro Giulio Battistoni

Usa foto di un 15enne morto per adescare 13enne. Scoperto da Le Iene

L'uomo, che ha più di 30 anni, aveva dato appuntamento alla ragazzina a Peschiera del Garda, ma al posto della giovane si è trovato di fronte alle telecamere del programma di Italia 1

Veronica Ruggeri (a sinistra) con la zia della 13enne adescata (Fermo immagine video Mediaset - Le Iene)

Ha finto di essere un 15enne, usando anche la foto di un ragazzino deceduto. E lo ha fatto per adescare tramite un social network una ragazzina di 13 anni. L'uomo ha scambiato con la giovanissima messaggi molto espliciti, ma è stato scoperto dal padre e dalla zia di lei. È stata poi la zia a continuare la chat con l'uomo, fingendosi la nipote. Alla fine, è stato organizzato un incontro, a Peschiera del Garda. L'uomo sperava di incontrare la ragazzina, ma si è trovato di fronte la zia e la iena Veronica Ruggeri, la quale ha raccontato l'intera vicenda nel servizio andato in onda ieri, 13 ottobre, nel popolare programma di Italia 1 Le Iene.

Ripreso dalle telecamere, l'uomo ha dichiarato di essere un impiegato, mentre scrivendosi con la ragazzina aveva affermato di essere un carabiniere, disposto a fornirle ospitalità in cambio di sesso nel caso in cui la giovane avesse deciso di scappare di casa.
Quindi, quest'uomo adulto avrebbe adescato una 13enne, avrebbe pagato per fare sesso con lei, l'avrebbe quasi spinta a fuggire di casa e il tutto usando l'immagine di un ragazzino morto per sembrare un 15enne. Tanti fatti gravi, di fronte ai quali l'uomo si è difeso in modi diversi. Prima ha dichiarato di aver capito che la 13enne aveva bisogno di aiuto e che i suoi messaggi spinti erano solo delle provocazioni per capire fino a che punto lei si sarebbe spinta. Poi ha ammesso di avere dei problemi ed ha assicurato che avrebbe contattato qualcuno per risolverli. Alla fine, però, ha voluto parlare in privato con la zia della giovane, cercando un modo per evitare la denuncia. Inoltre, l'uomo ha pure cercato di colpevolizzare i famigliari della 13enne, dicendo che ad una ragazzina così giovane non avrebbero dovuto lasciare libero accesso ai social network e aggiungendo anche che non avrebbero dovuto continuare la chat con l'adescatore. In sostanza, avrebbe accusato i famigliari di non aver protetto bene una ragazzina da un pericolo, cercando di nascondere che lui stesso era il pericolo.

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