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Un momento della presentazione del bilancio 2017

Un momento della presentazione del bilancio 2017

Acque Veronesi, approvato il bilancio. Cordioli: "Lascio un'azienda sana"

Il presidente della società consortile ha presentato ai soci il rendiconto per il 2017. Probabilmente a maggio sarà rinnovato il nuovo consiglio di amministrazione allargato a 5 membri

Nel solo 2017 abbiamo investito 24 milioni di euro in tutta la provincia scaligera, riuscendo a risolvere criticità che si trascinavano da anni. Contemporaneamente siamo impegnati ad affrontare quotidianamente l'emergenza Pfas con importanti risorse e mezzi, riuscendo a mantenere la tariffa idrica più bassa del Veneto e tra le meno care d'Italia.

Niko Cordioli, presidente di Acque Veronesi, ha così commentato l'approvazione all'unanimità del bilancio relativo all'anno 2017 della società consortile avvenuto oggi, 27 aprile.

Cordioli ha illustrato i numeri salienti del bilancio di esercizio. Dati positivi, a cominciare da un utile di quasi 2 milioni di euro, in linea con quello dell'esercizio 2016 e superiore di circa 0,5 milioni di euro rispetto al budget. Il margine operativo lordo si attesta a circa 17,4 milioni. Numeri che dimostrano l'oculatezza e la corretta gestione economica aziendale, tanto più se si considera le tariffe applicate finora da Acque Veronesi.

Per quanto concerne gli investimenti la società ha rispettato gli impegni, mettendo in funzione opere per 22,5 milioni di euro e avendo realizzato investimenti per 24 milioni rispetto ai 18,9 milioni previsti. Il 2017 è stato inoltre caratterizzato da un importante attività di snellimento burocratico che ha consentito un'accelerazione dell'iter riguardante le migliaia di approvvigionamenti, forniture, servizi e lavori che Acque Veronesi espleta ogni anno. L'oculatezza delle scelte aziendali ha permesso il raggiungimento di risparmi sia di natura gestionale, che di efficienza energetica. Nel 2017 infatti è stato rendicontato un risparmio di 1,7 milioni di Kwh, con conseguenti benefici per il rispetto dell'ecosistema ambientale e per la collettività.

Durante l'assemblea è stata infine affrontata e discussa l'emergenza Pfas. Emergenza seguita a livello istituzionale in prima persona dal consigliere Paola Briani che si è interfacciata in questi anni con le amministrazioni, con la Regione Veneto e con associazioni civiche. Sono state ricordate le numerose attività e gli sforzi messi in atto fin dalla nascita delle criticità dall’azienda, impegnata quotidianamente nel rispetto dei nuovi limiti indicati dalla Regione Veneto. Acque Veronesi ha inoltre presentato nei mesi scorsi il progetto per la sostituzione della fonte di emungimento compromessa con un'altra non inquinata ed è già pronta all’avvio della realizzazione di tale investimento, oggetto di finanziamento da parte dello Stato e della Regione.

È un bilancio all'insegna dell'efficienza, della razionalizzazione, dell'ottimizzazione delle risorse, degli investimenti e di importanti progetti per il futuro - ha commentato Niko Cordioli - L'attenzione del cda è sempre stata rivolta ad una maggiore qualità del servizio possibile, alla soddisfazione dell'utenza, alle tematiche economico-finanziarie e patrimoniali e ai temi ambientali. Per il futuro sono in cantiere numerosi progetti di ammodernamento ed adeguamento delle reti idriche e fognarie in tutta la provincia, oltre alla realizzazione di nuove infrastrutture. Lascio un'azienda sana e attenta alle esigenze del territorio.

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Il presidente di Agsm Michele Croce ha aggiunto: "Un bilancio positivo, che deve proiettare Acque Veronesi nel futuro. Gli investimenti salgono, come aveva chiesto Agsm. Si deve investire sull'acqua, che è un bene primario, sui filtri per la centrale di Lonigo contro la presenza di Pfas, dove bisogna raggiungere l'obiettivo dello 0%di agenti inquinanti nell’acqua.

L'assemblea dei soci ha rinviato a data da destinarsi (probabilmente nel mese di maggio) la nomina dei nuovi membri del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale e del comitato territoriale. I soci approveranno formalmente in occasione della prossima assemblea la modifica dello statuto aziendale che porterà i membri del cda dai 3 attuali ai 5, così come consentito dalla Legge Madia, in un'ottica di migliore rappresentanza territoriale e a garanzia di un maggiore controllo analogo.

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