rotate-mobile
Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca San Zeno / Via Pontida

Profughi, linea dura dopo il referendum. Requisizioni per chi non accoglie

L'intento è quello di applicare la proporzione di 3 profughi ogni 1.000 abitanti, che però non sta in piedi se la maggior parte dei comuni non collabora con l'accoglienza

La notizia è stata diffusa da Il Giornale, come ha scritto Today. Dopo il referendum del 4 dicembre potrebbe partire un nuovo piano di accoglienza dei profughi che coinvolga tutti i sindaci italiani, volenti o nolenti. Un piano che contempla anche le requisizioni, che proprio a Verona Alfano definì come l'ultima strada da percorrere, ma comunque percorribile se le amministazioni locali non si dimostreranno disponibili a fare la loro parte nella gestione dei richiedenti asilo.

La proporzione magica su cui ormai il Viminale è orientato è quella di tre profughi ogni mille abitanti. Proporzione che però non sta in piedi se ci sono dei comuni che si rifiutano di ospitare i migranti, comuni che nel veronese sono più della metà (54). Le altre amministrazioni del territorio scaligero si sono dovute occupare del problema, non per un autentico spirito di collaborazione, ma per via degli accordi che la prefettura ha stretto con i privati.

Dal 4 dicembre la situazione potrebbe dunque cambiare se sarà confermata la linea dura di Alfano, con i comuni che saranno in qualche modo obbligati ad aderire allo Sprar, il sistema nazionale di protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati, per avere delle condizioni vantaggiose rispetto a chi non aderisce al sistema. Una di queste condizioni, ad esempio, è proprio la requisizione di immobili, che sarà esclusa per tutti quei territori che entreranno nello Sprar.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Profughi, linea dura dopo il referendum. Requisizioni per chi non accoglie

VeronaSera è in caricamento