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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca Centro storico / Via Dante Alighieri

Profughi, l'Austria potrebbe chiudere le porte. Zaia: "O tutti o nessuno"

Il presidente della regione cita anche un report sull'accoglienza in Veneto, dove ufficialmente sono accolti oltre 13 mila immigrati. E in provincia di Verona sono più di 2.500

L'Austria sarebbe pronta ad interrompere l'accoglienza ai profughi in poche ore. A dirlo è stato il ministro degli interni austriaco, chiedendo misure di difesa effettiva delle frontiere europee. Parole che sono state subito riprese dal presidente della regione Veneto Luca Zaia che si è detto sempre più preoccupato dell'evoluzione nazionale e internazionale della questione migranti. "È arrivato il momento di dire basta - ha dichiarato Zaia - O tutti o nessuno".

"Solo nel Veneto - ha svelato il presidente della regione citando un report stilato dagli uffici regionali il 18 aprile sulla base dei dati che affluiscono dal Viminale tramite le prefetture - siamo già a 34 mila 262 arrivati e i flussi non si fermano. Dal 6 al 18 aprile abbiamo registrato altri 450 arrivi". Nel report letto da Zaia, nel Veneto sono presenti 13.090 immigrati presenti (dei quali 579 in regime di Sprar) su 34.262 arrivati. "21.172 persone hanno fatto perdere le loro tracce - secondo Zaia - il che vuol dire che i fantasmi si avvicinano ad essere il doppio dei realmente presenti. Un segnale evidente che il caos continua a regnare".

Tra le province, la concentrazione d'immigrati è evidente a Padova (2.531 presenti), Verona (2.511) e Treviso (2.299). Con 2.216 presenti segue Vicenza. Venezia registra 2.276 presenti, Rovigo 702 e Belluno 555. "In molte altre regioni non va meglio - ha concluso Luca Zaia - mentre l'Europa si chiude sempre più a riccio, nel suo razzismo reale alternato a solidarismo di sola facciata. È arrivato il momento di dire forte e chiaro a questa torre di babele con sede a Bruxelles che l'Italia è allo stremo e che non è più disposta a fare l'agnello sacrificale. Se anche uno solo stato si tira indietro, ha diritto di farlo anche l'Italia, che ha un dovere verso i suoi cittadini".

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