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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Abusivismo a Lazise, tre politici locali denunciati

Inesistenza delle norme sulla sicurezza e siti a rischio idrogeologico: sette cantieri sequestrati

Violazioni gravissime, che francamente non ci aspettavamo di trovare. Hanno costruito anche su zone ad alto rischio idrogeologico”. Così il capitano Mario Marino, della compagnia di Peschiera ha commentato l’operazione dei carabinieri cominciata il mese scorso che ha portato, negli ultimi giorni, alla denuncia di tre amministratori pubblici del Comune di Lazise e al sequestro di sette cantieri edili sul territorio Gardesano. Nelle prime intenzioni dell’Arma scaligera, dell’ispettorato del lavoro, e del nucleo aviotrasportato di Bolzano c’era un controllo a tappeto sul lavoro clandestino nei cantieri della fascia costiera del lago, compresa tra i comuni di Garda e di Valeggio sul Mincio.

“Una volta individuati i siti con immagini aeree partivamo per il controllo- commenta Marino- Nel corso delle operazioni abbiamo ispezionato 38 cantieri e identificato 115 persone tra operai, committenti, direttori e soprintendenti ai lavori. Il panorama, a dir poco preoccupante, che si è aperto davanti ai nostri occhi è stato di indescrivibile gravità: nei sette cantieri posti sotto sequestro mancava completamente il rispetto delle norme per la sicurezza sul lavoro, la cosiddetta legge 626 era praticamente inesistente”. Un bilancio, quello dell'Arma, che conta i sei sigilli scattati per sei siti in costruzione a Lazise e uno a Valeggio sul Mincio, e 23 denunce di cui tre dirette a politici locali. Irregolarità gravissime nelle segnalazioni dei militari, cui hanno seguito sanzioni amministrative per l’ammontare di 250mila euro sui progetti per la realizzazione di villette, residence per turisti e appartamenti eleganti in centro città che stavano sorgendo su zone su cui lo stesso comune di Lazise aveva posto il veto, con divieto assoluto di cominciare lavori.


Spiega Marino: “I cantieri violavano 14 articoli della legge sulla sicurezza dei lavori, praticamente tutte le norme violabili. Addirittura in alcune zone dichiarate inidonee per rischio idrogeologico e quindi soggette a frane”. L’operazione si è conclusa pochi giorni fa con le convalide dei sette sequestri da parte del gip Valeria Ardito.

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