Cronaca Borgo Trento / Via Goffredo Mameli

Virus Zika: una ragazza di Peschiera costretta ad abortire al settimo mese

Si tratta del primo caso europeo di microcefalia fetale associato al terribile virus Zika che sta terrorizzando il Sud America. La giovane donna lavorava in Brasile come botanica ed era rientrata in Italia per partorire a Borgo Trento

Una ragazza 25enne di Peschiera del Garda ha dovuto abortire alla trentaduesima settimana di gravidanza a causa del famigerato virus Zika. Si tratta del primo caso di associazione tra il virus e la microcefalia fetale registrato in Europa da quando il caso della zanzara che terrorizza il Sud America è scoppiato. A darne notizia è il quotidiano online La Repubblica. La giovane donna di nome Sofia lavorava come botanica volontaria in Brasile a Natal sin dal 2013. Si era sposata ed aveva poi scoperto di essere incinta nel 2015.

L'inizio della gravidanza per lei era stato "difficile", ma nella norma. I veri problemi si sono riscontrati in seguito quando, una volta giunta alla 13esima settimana aveva iniziato a soffrire di febbre alta e dolori muscolari e scheletrici. Durante l'estate scorsa Sofia si decise a rientrare in Italia a Verona per il parto, ma l'ecografia alla 29esima settimana riportò i primi segni di anomalia nella crescita del feto. Dopo altre tre settimane arrivarono ulteriori conferme: ritardo nello sviluppo, circonferenza cranica fuori norma, calcificazioni nel cervello del feto e nella placenta. Al settimo mese in Italia non è consentito abortire, di qui la scelta sofferta di andare in Slovenia a Lubiana per abortire.

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