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Abbraccia un anziano e gli ruba la collanina, ma viene fermata da 2 uomini

La tecnica del "furto con l'abbraccio" aveva fatto un'altra vittima nel tardo pomeriggio di martedì, ma l'intervento dei due cittadini originari dell'Africa, ha permesso alla polizia di mettere le manette ai polsi della ladra

Viene chiamato "furto con l'abbraccio" ed è un metodo utilizzato da diversi furfanti per approfittarsi dei più deboli, come per esempio le persone anziane, o indifese e comunque vulnerabili. Prova ne è l'episodio che si è verificato intorno alle 18 di martedì in via Panteo, nel quartiere di Borgo Venezia.

Nell'occasione un anziano 86enne è stato avvicinato da una giovane nomade, che con il pretetesto di ricevere informazioni stradali l’ha dapprima avvicinato e poi, cogliendolo di sorpresa, l’ha abbracciato. Con le braccia attorno al collo dell'uomo, la ragazza è riuscita a sfliargli la catenina d'oro che indossava, per poi allontanarsi fuggendo in direzione di via Spolverini dove, poco distante, vi era ad attenderla un’auto col motore accesso, alla cui guida c'era un uomo.
La ragazza però non è riuscita ad arrivare alla macchina grazie all'intervento di due cittadini nigeriani, i quali hanno udito le grida d'aiuto dell'anziano, comprendendo che potesse essere stato derubato della nomade, e si sono lanciati al suo inseguimento, riuscendo a bloccarla prima che potesse far perdere le proprie tracce insieme al complice, che si è dileguato a tutta velocità a bordo del veicolo. Di lì a poco, sul posto è arrivato anche un equipaggio di Volante delle Questura scaligera, accorso su segnalazione al 113 da parte della vittima.

La donna è stata quindi arrestata con l'accusa di furto aggravato. Si trattava di A.D., romena classe 1988, che risultava essere stata segnalata come persona da rintracciare dalla Squadra Mobile di Forlì “quale componente di un sodalizio criminale transazionale dedito alla commissione di furti con destrezza di orologi di pregio, catene d’oro e bracciali, in danno di persone prevalentemente anziane; trattasi di una banda composta da uomini e donne di etnia rumena, stanziali in Spagna/ Germania e il cui ambito operativo è il territorio del nord Italia”.
A dare conferma di tale circostanza, c'è anche il fatto che A.D. è stata trovata in possesso di uno smartphone impostato in lingua spagnola, che è stato subito sequestrato. 

Nonostante lo stato di agitazione, l'86enne ha sporto denuncia del furto ed è rientrato in possesso del monile asportatogli.
Quanto ai due cittadini nigeriani che si sono prodigati in soccorso dell’anziano, sono risultati essere residenti in Italia ed in regola col soggiorno.

Nella mattinata di mercoledì in sede di direttissima, dopo la convalida dell’arresto, per la 29enne romena è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere e il contestuale rinvio dell’udienza all’11 dicembre 2017.

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