Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca San Pietro di Morubio

Milano nega la cittadinanza al Dalai Lama, i giovani veronesi reagiscono

In risposta alla rinuncia del comune lombardo l'associazione "Giovani Oltre" avvia la campagna "Libertà è partecipazione. Noi con il Tibet". Ai Comuni, alla Provincia e alla Regione saranno inviate richieste di conferimento dell'onorificenza al leader tibetano.

Il Comune di Milano non darà la cittadinanza onoraria al Dalai Lama, atteso nel capoluogo lombardo il 27 e 28 giugno. Ha vinto la Cina, che ha minacciato di ritirare le sue rappresentanze (e i suoi capitali) dall’Expo 2015. Una vergogna per l’Italia e le sue istituzioni cui l’Associazione Giovani Oltre intende porre simbolicamente rimedio proponendo al Comune di San Pietro di Morubio e alle altre istituzioni veronesi e venete di conferire al leader tibetano la massima onorificenza. Una campagna denominata “Libertà è partecipazione. Noi con il Tibet”.

“L’Associazione Giovani Oltre (nata nel 2007) è apolitica, areligiosa, aperta ad ogni sensibilità e contraria ad ogni forma di discriminazione – spiega Andrea Poli, fondatore e presidente del sodalizio, con sede a San Pietro di Morubio e con oltre mille soci in tutta la provincia di Verona - . Ma l’idea stessa di associarsi per promuovere attraverso il volontariato un progresso sociale, il miglioramento e l’incremento delle opportunità per i giovani e per la comunità tutta si fonda sulla fede incrollabile nei diritti della persona, nella libertà”. “Con grande vergogna e indignazione i nostri oltre mille associati hanno accolto la notizia della pavida rinuncia del Comune di Milano – continua il presidente –, una scelta che infanga le istituzioni, e oltraggia moralmente la nostra Costituzione e i sommi valori in essa sanciti”. Da giorni le autorità cinesi pressavano in ogni modo il sindaco Pisapia e la sua Giunta affinché non legittimassero formalmente il leader tibetano. Per il regime di Pechino il piccolo stato del Tibet, militarmente occupato dal ’49, rappresenta una spina nel fianco inaccettabile. Da oltre 60 anni il gigante asiatico tenta di eliminarla con ogni sorta di censura e atrocità: dalla carcerazioni di massa, sino agli aborti forzati e alla diluizione etnica. Ma “Da oltre 60 anni – spiega in una nota l’Associazione Giovani Oltre – il popolo tibetano è l’emblema della non violenza, di una lotta per la libertà portata avanti superando ogni limite materiale e umano. Da marzo del 2011 oltre 37 persone si sono cosparse di benzina e si sono date fuoco per protesta contro la repressione del regime di Pechino”. Appena una settimana fa un monaco tibetano si è immolato nella prefettura autonoma dell’Huangnan, nella provincia cinese di Qinghai. 

“Con grande condivisione – prosegue la nota dell’Associazione Giovani Oltre – si era accolta dunque la scelta del Comune di Milano di conferire al Dalai Lama la cittadinanza onoraria. Con enorme amarezza e senso di vergogna si è appresa ieri la rinuncia, per timore di ripercussioni economiche e diplomatiche”. L’ufficialità del ripensamento della giunta meneghina è arrivata solo giovedì 21 giugno, quando l’aula di Palazzo Marino ha approvato la proposta di sospensiva della delibera per il conferimento della cittadinanza avanzata in apertura di seduta dal presidente, Basilio Rizzo. In 16 si sono dichiarati favorevoli al rinvio, 12 i contrari e 3 astenuti.  “Se la giunta farà un passo indietro e rinuncerà a dare la cittadinanza onoraria al Dalai Lama coprirà di vergogna Milano e tutta l’Italia”. Lo aveva affermato Kalsang Dolker, presidente della comunità tibetana di Milano. E aveva chiesto a Pisapia “di non cedere - afferma - il Dalai Lama ha ricevuto premi in tutto il mondo ed è già cittadino onorario di Bologna, Venezia e Roma; è triste vedere che Comune di Milano tentenna su un gesto simbolico, ma importante. Soprattutto se lo merita, per la sua personalità spirituale e per quello che rappresenta”. Un’indignazione condivisa anche dai ragazzi dell’associazione veronese. “Riteniamo che il cedimento alle pressioni del regime autoritario cinese sia un oltraggio morale alla nostra Costituzione e ai valori in essa sanciti”, spiega il presidente di Oltre Andrea Poli, che annuncia un’iniziativa simbolica riparatrice: “Chiederemo al comune di San Pietro di Morubio, dove la nostra associazione ha sede, di conferire la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Sarà un grido di sostegno alla lotta non violenta del popolo tibetano, un gesto di solidarietà verso le donne e gli uomini che arrivano a darsi fuoco per ottenere la libertà della propria gente, mentre alcune delle nostre istituzioni non hanno nemmeno il coraggio di votare una delibera”.  L’associazione giovani Oltre, che ha già coinvolto nell’iniziativa il consigliere con delega alle Politiche giovanili Alessandra Tognella, nei prossimi giorni invierà al sindaco del Comune di San Pietro di Morubio, Giorgio Malaspina, alla giunta e a tutto il consiglio comunale una proposta di delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama. La medesima richiesta sarà poi inviata agli altri comuni del veronese, alla Provincia e alla Regione Veneto.  “Crediamo che lo Stato italiano, e le istituzioni che sul territorio lo rappresentano – conclude Poli – abbiano il dovere morale di promuovere anche con gesti simbolici valori quali l’autodeterminazione dei popoli, i diritti dell’uomo e la libertà. Valori su cui l’Italia e l’Europa si fondano e di cui la lotta non violenta tibetana è uno delle più tenaci e fulgide testimonianze”.  

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