Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Roma / Piazzale Ludovico Antonio Scuro

Staccate le macchine che tenevano in vita l'operaio caduto dall'impalcatura

Alle 12.30 di giovedì sono stati spenti i macchinari che permettevano al cuore di Gentjan Caco, il muratore di origini albanesi che lunedì era caduto da oltre venti metri d'altezza, di continuare a battere

Sono state staccate alle 12.30 di giovedì le macchine che tenevano in vita Gentjan Caco, il muratore con origini albanesi che lunedì era caduto dall'ottavo piano dell'impalcatura del Policlinico Rossi. Gli accertamenti medici infatti avrebbero dimostrato che l'attività cerebrale del giovane era assente e che per il ragazzo le speranze erano oramai finite: come prevede la legge quindi, sono stati spenti i macchinari che permettevano al suo cuore di continuare a battere. 

Sulla vicenda, che ha visto altri due colleghi di Gentjan salvarsi attaccandosi a tubi e cavi, il magistrato di turno ha aperto un fascicolo d'indagine per fare chiarezza.  "Non è più sopportabile il continuo stillicidio di morti sul lavoro, in particolare nel settore edile e delle costruzioni, non possiamo rassegnarci alla fatalità e confidiamo che gli organi preposti ad effettuare gli accertamenti individuino le cause e le responsabilità che hanno portato a questa ennesima tragedia, non si può andare al lavoro il mattino e non tornare a casa la sera. Inoltre è allarmante che un incidente del genere sia avvenuto in uno dei cantieri più importanti di Verona, il cantiere che costruisce il nuovo ospedale, luogo di per sé sotto la massima attenzione degli organi ispettivi, quanto accaduto ci fa temere per tutto il settore", hanno affermato i segretari di Fillea, Filca e Feneal sulle pagine de L'Arena. 
È stato chiesto dai sindacalisti un incontro urgente con la committenza e la direzione dei lavori, con lo scopo di capire cosa sia avvenuto quel tragico lunedì e promuovere un'iniziativa di prevenzione coinvolgendo il Cpt. "Se ancora una volta, - concludono i sindacalisti sulle colonne de L'Arena - nonostante le norme vigenti e la formazione sulla sicurezza succedono questi infortuni, vuol dire che le condizioni di lavoro nei cantieri edili continuano a presentare elevati rischi per chi ci lavora. Troppo spesso la formazione e la sicurezza non seguono le complessità del cantiere e questo anche per la presenza dei numerosi subappalti". 

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