Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Dai domiciliari al carcere: uno rientrava oltre l'orario, l'altra usciva nonostante il divieto

Entrambi hanno violato le disposizioni dell'autorità giudiziaria. La donna era domiciliata a Negrar, l'uomo a Cavaion ed ora dovranno espiare la propria pena nella casa circondariale di Montorio

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Controlli più serrati nei confronti di quegli individui che godono di misre alternative alla detenzione in carcere, sono stati eseguiti nei giorni scorsi dai carabinieri della compagnia di Caprino Veronese, in questo periodo di allentamento delle misure per il contenimento del contagio da Covid-19. 
Verifiche che hanno portato i militari delle stazioni di Negrar di Valpolicella e di Cavaion Veronese ad appurare comportamenti che violavano le disposizioni dell'autorità giudiziaria da parte di U.F., 48enne nigeriana da tempo residente nel comune della Valpolicella, e di B.H., operaio veronese di 44 anni residente alle pendici del Baldo.

NEGRAR - U.F. era confinata al proprio domicilio per scontare pene inferiori ai 18 mesi, ma avrebbe infranto più volte le disposizioni. Violazioni che non sono sfuggite ai carabinieri locali, che le hanno segnalate al Magistrato di Sorveglianza di Verona, il quale ha deciso di sospendere il beneficio e disposto il ritorno in carcere della 48enne. Anche al momento della notifica però la donna non è stata trovata a casa, dove avrebbe dovuto restare, ma al supermercato a fare la spesa, raccogliendo un’ulteriore denuncia per evasione.

CAVAION - B.H. invece, con precedenti per reati contro la persona, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale e un Daspo sportivo alle spalle, era ristretto in regimendi detenzione domiciliare con il permesso però di assentarsi, ma aveva mostrato segni di insofferenza ai controlli dei carabinieri, che in diverse occasioni lo avrebbero ripreso per i ritardi con cui rientrava in abitazione. Anche in questo caso, in seguito alle segnalazioni dei militari, il Magistrato di Sorveglianza ha disposto la sospensione del beneficio ed il riaccompagnamento in carcere dell’uomo, per scontare i due anni di pena che gli erano stati inflitti.

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