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Aria condizionata bloccata, mattinata d'inferno alle poste di Villafranca

Il climatizzatore va in tilt e la temperatura dell'ufficio diventa insostenibile. Centinaia di persone restano in coda per ore in preda al caldo soffocante mentre il termometro segna 34 gradi.

Caronte ha tenuto fede al suo nome e, ieri mattina, ha traghettato decine di persone in mezzo a temperature degne di un girone dantesco, complice l'aria condizionata in tilt. È successo ieri mattina, nell'ufficio postale di Villafranca, dove chi si metteva in coda in attesa di ritirare pensioni e pagare bollettini ha presto scoperto che tra i 34 gradi esterni e il clima dell'ufficio non c'era alcuna differenza. ?Il condizionatore dell'aria della posta è saltato, lasciando tutti, dipendenti e utenti, in balia dell'afa, fin dall'apertura dell'ufficio. La dirigenza si è quindi ritrovata davanti ad un dilemma: chiudere l'ufficio per evitare eccessivi disagi (specie considerando il considerevole numero di anziani presenti, tutti in fila per ritirare la pensione), o cercare disperatamente di rinfrescare l'ambiente bloccando le porte automatiche e sperando per il meglio. Il direttore ha quindi scelto quest'ultima possibilità, anche per non privare i cittadini del servizio postale, e con l'aiuto di un ventilatore portatile si è cercato di dare un po' d'aria all'ufficio, ma l'attesa del tecnico della manutenzione è stata comunque un incubo.

Alle 11.30 la posta era un forno. I primi a tornare a respirare sono stati i dipendenti sul retro, non appena riparati i loro condizionatori. A seguire tutti gli altri, anche se per abbassare la colonnina di mercurio ci sono volute diverse ore. ?In molti non ce l'hanno fatta e, tra imprecazioni e lamentele, hanno abbandonato il campo, lasciando gli uffici prima di effettuare le loro operazioni allo sportello. I cittadini in coda si sono lamentati non solo della temperatura ma, anzi, ad attirare moltissime critiche è stata la gestione delle file. Secondo i residenti, infatti “è sempre così, la coda si blocca di continuo e c'è poco personale”. Intorno all'ora di pranzo, finalmente, i condizionatori hanno ripreso a funzionare, ma oramai erano in tanti a non sopportare più la situazione. Una mattinata, insomma, davvero “infernale”.

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