Infarto al volante, lo salvano due "eroi per caso" al telefono col 118

Un cinquantacinquenne colpito da crisi cardiaca è stato salvato da un automobilista e da un'infermiera in coda al semaforo. L'ambulanza è arrivata in sette minuti, ma l'uomo non ce l'avrebbe fatta senza il soccorso dei due cittadini.

Quando in fila al semaforo scatta il verde, si sa, basta ritardare di pochi secondi la partenza e sono subito suonate di clacson e urla impazienti. È quello che è successo anche all'incrocio tra via Torbido e via Venezia, a Verona, solo che, quando gli automobilisti in coda sono usciti dalle loro macchine e sono andati a vedere chi era che bloccava la fila quello che hanno scoperto non era un guidatore assonnato, ma un uomo in pericolo. Il cinquantacinquenne davanti al semaforo, infatti, era vittima di un principio di infarto. Immediata la chiamata al 118, fatta partire proprio da uno degli automobilisti “arrabbiati” scesi dall'auto per scoprire quale fosse il problema.

Al telefono il centralinista ha spiegato come eseguire la respirazione d'emergenza, per rianimare l'infartuato mentre l'ambulanza correva a sirene spiegate verso il luogo dell'incidente. I paramedici sono arrivati in sette minuti, ma se non fosse stato per la freddezza di chi stava al telefono al centralino di Verona emergenza, all'automobilista che per primo si è precipitato ad aiutare e all'infermiera smontata dalla sua automobile per fornire un supporto competente, quei sette minuti sarebbero stati troppi. Incredibile la forza d'animo del centralinista, capace di convincere un inesperto automobilista che non si era mai trovato in una situazione simile a rimboccarsi le maniche e, seguendo le precise indicazioni telefoniche, sconfiggere la propria paura ed aiutare il malcapitato. Fortunatamente, come già anticipato, mentre il cinquantenne in crisi cardiaca veniva tirato fuori dalla sua auto e disteso sull'asfalto, è arrivata di corsa un'infermiera, anche lei in coda al semaforo e pronta ad aiutare nelle manovre di rianimazione.

L'ambulanza è arrivata dopo sette minuti, i paramedici hanno intubato l'uomo e l'hanno portato di corsa all'ospedale di Borgo Trento, ma non sarebbero mai riusciti a scongiurare la crisi se non fosse stato per quelle prime manovre d'emergenza eseguite sul cemento della carreggiata dai due soccorritori improvvisati. Una volta arrivato al pronto soccorso, il paziente è stato ricoverato in rianimazione dove i medici hanno potuto dichiarare quantomeno la fine dell'emergenza. Una storia finita bene, non per un caso fortuito ma per la forza d'animo e il coraggio dimostrati da un paio di “eroi per caso” che hanno scelto di agire e di non restare indifferenti davanti alla sfortuna altrui.

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