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Foto d'archivio

Foto d'archivio

L'ultimo saluto ad Antonio Fabbro: "Lo abbiamo perso ma lo sentiamo ancora vicino"

Si sono svolti a San Mauro di Saline i funerali del sedicenne scomparso nella notte tra lunedì e martedì a causa di un incidente stradale che gli è costato la vita

Si è svolto ieri nella chiesa di San Mauro di Saline il funerale di Antonio Fabbro, il 16enne scopraso tragicamente nella notte tra lunedì e martedì. Il ragazzo stava tornando da una festa in sella alla sua Aprilia RX 50, quando è scivolato finendo a sbattere contro un palo. 

La candida bara di Antonio ha varcato la soglia della chiesa mentre la squadra campanaria suonava l'Ave Maria. L'edificio era gremito di gente venuta apposta per dare l'ultimo saluto allo sfortunato adolescente. Un pensiero comune viene espresso dai presenti: era un giovane pieno di vita, sempre sorridente, generoso e ben disposto verso il prossimo. L'amico che tutti vorrebbero avere insomma. 

Anche il sindaco Italo Bonomi è voluto salire sull'ambone per portare il proprio cordoglio alla famiglia: "Antonio è stato un esempio di vita, generoso, sempre disponibile; il figlio che tutti vorrebbero avere" ha affermato, per poi invitare i famigliari a "non lasciarsi sopraffare dal dolore, perché Antonio continua a vivere in altre persone, grazie al generoso dono degli organi che i familiari hanno acconsentito". Proprio i gentori infatti, la mattina stessa del decesso, hanno auorizzato l'espianto. 

La bara, coperta con tuta e maglia numero 13, è stata portata dentro e fuori dalla chiesa dai compagni di calcio dell'A.s.d. Sporting Badia Calavena. Il suo numero verrà anche ritirato dalla società. 

"'Aghi', ci mancherà la tua cucina. Forse non eri il migliore a giocare, ma il primo a sostenerci dopo una partita andata male, il primo a sdrammatizzare e a farci sorridere: prima di essere un compagno di squadra eri un amico vero. Sarai sempre con noi. Grazie Signore per avercelo donato", ha ricordato un comapgno di squadra, chiamandolo con il suo soprannome.

Anche le maestre delle elementari, il presidente della Pro Loco Francesco Dal Ben e numerosi volonatri erano in chiesa per ricordare il ragazzo e ricordarne l'allegria e la disponibilità. 

Il parroco Mario Castagana ha aperto la funzione con i ringraziamenti per quanti fossero presenti, non ricorda infatti di aver mai visto la chiesa così piena, con diverse persone che sono dovute rimanere fuori sul sagrado.  

"Grazie per la presenza, anche a nome dei familiari, ma grazie soprattutto per la vostra preghiera che accompagnerà Antonio nel suo viaggio e i suoi familiari a portare più facilmente questo peso gravoso. Davanti alla morte di ragazzi così giovani più che parlare servirebbe sedersi accanto alla bara e meditare, tenendo ben salda l´idea che senza il dono della fede, che ci porta ad avere la speranza di una vita da risorti, questa bara sarebbe il simbolo solo della disperazione", ha detto il prete. 

Il funerale è stato chiuso dall'intervento del padre: "Antonio è ora un angelo in mezzo a tanti angeli e sono fiero che qui siate in molti perché significa che ha fatto del bene a tanti". Ha poi continuato rivolgendosi ai due amici, Ivan e Andrea, che lo hanno trovato agonizzante sull'asfalto e che hanno dato l'allarme: "Antonio lo abbiamo perso ma se recitate una preghiera lo sentirete ancora vicino. E tu Elisa non hai perso il tuo fratellone: verrà ancora a tirarti le orecchie quando non farai la brava. Ne sono sicuro".

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