Usate per furti e rapine, 1600 auto sequestrate e 10 arresti: 5 nel Veronese

Il blitz dei carabinieri del Comando provinciale di Venezia è scattato all'alba di giovedì: il parco auto ha un valore stimato di circa 13 milioni di euro e i sequestri sono stati eseguiti anche al di fuori dei confini nazionali

Un'immagine delle indagini condotte dai carabinieri: il furto di un rolex da 40 mila euro avvenuto in un distributore di San Giovanni Lupatoto

Le auto servivano soprattutto a compiere rapine e furti con destrezza, in particolar modo ai danni di anziani con la classica "tecnica dell'abbraccio". I carabinieri del Comando provinciale di Venezia, nella mattinata di giovedì, hanno eseguito il sequestro di un parco di 1600 automobili e messo le manette ai polsi a 10 persone appartenenti ad una minoranza rom romena, tra cui un minorenne.

La specialità: furti con strappo

Gli investigatori hanno ricostruito 102 furti/rapine messi a segno un po' ovunque: Jesolo, Caorle, Venezia, Chioggia, altri a Treviso, Padova e Verona; e ancora in varie province della Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Marche. Gli indagati appartengono a diversi clan familiari collegati tra loro e in grado di muoversi velocemente tra i vari paesi europei. In molti casi alloggiavano in motel o bed & breakfast. Al momento di mettere a segno i furti, erano quasi sempre le donne a entrare materialmente in azione. Individuata la vittima, la avvicinavano con varie scuse: per chiedere informazioni, oppure per salutarla e abbracciarla, fingendo di conoscerla; o ancora, per offrire prestazioni sessuali. Dopodiché puntavano a gioielli o orologi di valore e, in caso di resistenza, ricorrevano alla forza. Gli uomini le aspettavano in macchina, pronti alla fuga. In altri casi mettevano a segno "semplici" furti in gioiellerie e negozi vari, grazie alla loro abilità nel distrarre i commessi.

Automobili per 13 milioni di euro

Di un valore stimato intorno ai 13 milioni di euro, i veicoli erano intestati a 6 prestanome di nazionalità romena, responsabili a vario titolo del reato di "falsità in atti mediante induzione in errore". Le auto sono state sequestrate in Italia e all'estero (Romania, Spagna, Germania, Francia, Bulgaria, Austria, Svizzera, Ungheria e Polonia). Il blitz dei militari è la prosecuzione di un’attività investigativa nei confronti di una banda composta da oltre 40 criminali, appartenenti a minoranza rom romena, che ha consentito ai carabinieri di eseguire 10 ordinanze di custodia cautelare, emesse dai gip di Venezia e Verona, nonchè del Tribunale per i minorenni di Venezia: 8 soggetti, tra i quali un minore, si trovano ora in carcere, uno è stato ristretto agli arresti domiciliari, mentre per un altro è scattato il divieto di dimora. 
Delle 9 persone finite agli arresti, 5 risultano residenti in provincia di Verona. 

Due grossi colpi messi a segno a Verona

Arresti tra Spagna e Inghilterra

Alcune delle persone finite in manette sono state fermate negli ultimi giorni in Spagna e Inghilterra su mandato di arresto europeo, con la collaborazione delle forze di polizia estere, attivate tramite cooperazione Europol. È stata accertata la responsabilità in almeno 102 episodi delittuosi, commessi nelle regioni del centro e nord Italia, lungo gli assi autostradali, e in Spagna. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di "concorso in rapina, furto con strappo, furto aggravato".

Il plauso del governatore

«Leggere di quali reati sono accusati gli indagati per gli episodi accertati - ha commentato il presidente della Regione Luca Zaia - sembra di sfogliare buona parte del codice penale. Quello che provoca più indignazione è un’attività criminale che nella maggior parte dei casi sembra essere fatta di furti, rapine, sottrazioni con raggiro ai danni dei nostri anziani. Ringrazio i carabinieri di Venezia, la magistratura inquirente e tutte le forze dell’ordine che, anche a livello internazionale con l’Europol, hanno collaborato a questa vasta operazione si meritano meritandosi il plauso di tutti i veneti per bene. Un’operazione così vasta restituisce alla giustizia gente senza scrupoli che opera ai danni delle nostre comunità che, invece, chiedono di vivere in pace e senza delinquenti».

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