Una classica lite con i genitori alla base della fuga del 14enne di Sant'Ambrogio

Scappato sabato pomeriggio di casa, aveva spento il telefono cellulare e fatto perdere le sue tracce per mettersi in viaggio senza soldi e occhiali da vista: tutto per un diverbio avvenuto in famiglia

Una delle classiche liti tra adolescente e genitori sarebbe alla base della fuga del ragazzino di 14 anni trovato nel tardo pomeriggio di ieri dalle forze dell'ordine nel centro di Bolzano. 
Il ragazzo, figlio adottivo da 11 anni di una famiglia di Sant'Ambrogio di Valpolicella, si è allontanato da casa sabato, lasciando in apprensione i propri genitori: "È uno spirito libero - ha commentato il padre al giornalista de L'Arena, al quale ha confidato che non è la prima volta che il giovane passa la notte fuori casa - questa volta però è stata più lunga del solito". 
Vestito con una canotta e un paio di pantaloncini verdi, abbinati a delle scarpe blu, è partito da casa senza soldi e occhiali da vista, dirigendosi verso la stazione di Domegliara, dove è salito sul treno che lo ha condotto nel capoluogo altoatesino. Preoccupati per la lunga assenza i genitori hanno tentato di mettersi in contatto con l'adolescente ma il suo cellulare non dava segni di vita. A quel punto allora è partito l'allarme: mamma e papà infatti erano preoccupati che potesse essere caduto giù da uno degli strapiombi rocciosi che si trovano nelle vicinanze. 
Carabinieri e Soccorso Alpino si sono messi sulle sue tracce, mentre dei volantini con la sua foto sono stati affissi della zona. La segnalazione di due giovani hanno portato i ricercatori nella zona della stazione di Domegliara, dove è stata poi rinvenuta la sua bicicletta. Verso sera poi la stessa madre ha annunciato su Facebook il felice ricongiungimento. 

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