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Castelletti sull'aeroporto: "Non svendiamo la società ai privati"

Il candidato: "Sull'ingresso di partner privati nella società Catullo ho già espresso il mio favore, ma voglio dire però di stare attenti a non svendere questo piccolo gioiello"

"Salvare l'aeroporto va bene, ma attenzione a nons venderlo ai privati" avverte il candidato Luigi Castelletti. “Apprendo con piacere dell’incontro di Vito Gamberale, stimato professionista di profilo internazionale, in qualità di amministratore delegato del fondo d’investimento F2i, con il presidente della Fondazione Cariverona Paolo Biasi, il presidente dell’aeroporto Paolo Arena e il sindaco Flavio Tosi per decidere, pare, una strategia di salvataggio sull’aeroporto Catullo" ha detto l'avvocato.

"Sono molto contento - continua il candidato - dell’interessamento di Gamberale, che fa da apripista, a quanto sembra, anche ad altri eventuali soci privati. La situazione della società Catullo sappiamo tutti che è grave: al 31 dicembre 2010 la società ha registrato debiti netti per 80 milioni e mezzo di euro con un incremento, rispetto al 2007, di 23 milioni e mezzo di euro. Per lo stesso periodo le perdite sono state di 21 milioni. A questo punto serve un piano industriale serio, che aspettiamo ancora di conoscere da parte della dirigenza”.

Castelletti lancia però un monito: “Sull’ingresso di partner privati nella società Catullo ho già espresso il mio favore, ma voglio dire però di stare attenti a non svendere questo piccolo gioiello, oggi un po’ ossidato, che ha sicuramente bisogno di interventi urgenti, ma che rappresenta anche da sempre un motore importantissimo per l’economia dell’area del Garda. Un suo depotenziamento avrebbe ricadute pensantissime su tutto l'indotto, è vero, ma non per questo la società va svenduta. Nella valutazione economica della Catullo, nel caso di allargamento della compagine sociale ai privati, si dovrà tenere conto quindi, in via preventiva, oltre allo stato patrimoniale, anche del posizionamento strategico dell’aeroporto e del bacino d’utenza a cui attinge. In ogni caso le riflessioni definitive le lasciamo a dopo le proposte concrete”.

Il candidato del centrodestra è tornato anche sull'annosa questione dei partner bresciani: “Su Montichiari, in attesa di conoscere la decisione dei soci bresciani, posso solo dire che lo scalo ha bisogno di un ripensamento. Quando era stato concepito doveva diventare uno dei più importanti hub per il trasporto cargo d'Italia. Non si é riusciti a realizzare questo progetto. Perché?”

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