Case e Millenials: ecco il nuovo studio presentato da Ance Verona

Quali case sono adatte ai Millenials? I nuovi modelli abitativi presentati nello studio di Ance Verona che racconta un profilo inedito dei giovani dai 20 ai 36 anni

presidente di ANCE nazionale Gabriele Buia con il presidente di ANCE Verona Carlo Trestini

Per il Presidente Carlo Trestini, alla guida di ANCE Verona da un anno, non si può parlare di edilizia senza avere una visione a lungo termine. Non a caso, in concomitanza con l'appuntamento annuale con l'assemblea generale dell'Associazione, è stato promosso un incontro di riflessione sui nuovi modelli abitativi richiesti dai Millenials, i committenti del futuro, per portare nuovi stimoli e opportunità a partire da un'approfondita analisi di scenario effettuata con il contributo di alcuni esperti e dell'Università di Verona. Presente all’incontro anche il presidente di ANCE nazionale Gabriele Buia

L'edilizia del futuro

"L'edilizia del futuro deve essere programmata perché ci sono segnali di investimento, ma è necessario dare delle risposte a chi è disposto ad investire.", ha dichiarato il Presidente Trestini, ricordando che da tempo l'Associazione è impegnata nell'organizzazione di un tavolo di confronto cittadino per individuare un modello di sviluppo in grado di rispondere ai bisogni dei veronesi. "Lo spazio urbano va ripensato a partire dalle necessità di sostenibilità di chi oggi abita il territorio ma anche di chi si troverà ad abitarlo domani. Stiamo assistendo a un ritorno verso la città, il che rappresenta una grande opportunità per il mondo dell’edilizia per dare forma da subito a una nuova idea di città, un modello rivolto soprattutto al recupero e alla riqualificazione delle aree urbane degradate. In questo quadro, capire in anticipo come evolverà il mercato nei prossimi anni è tra le prime cosa da fare”.

Michele Cicala, Presidente del Gruppo Giovani di Ance Verona che ha coorganizzato l’evento, ha tenuto a sottolineare che i Millennials rappresentano il cuore del Gruppo Giovani stesso e ha animato il convegno con alcune domande provocatorie. Rivolgendosi alla folta platea dei costruttori veronesi ha chiesto loro: “Come finanziate un intervento immobiliare? Valutate formule innovative, come per esempio il crowfounding? Quando progettate un intervento lo proponete in modo innovativo sia nello stile che nei contenuti? Siete presenti su internet e social media? Sappiate che il 90% dei giovani prima di acquistare cerca recensioni e pareri on line.  Spesso i Millennials” – ha concluso Cicala – “vengono visti come ragazzi pigri e chiusi sui telefonini, ma ricordate che molti di loro con questi dispositivi lavorano e guadagnano come star; ora cercheremo di capire con i nostri relatori come interagire con questi ragazzi, come catturare i loro interessi e soddisfare le loro esigenze”.

I Millenials

In Italia rappresentano il 16% della popolazione, circa 10 milioni di persone, ma nel 2050, insieme alle nuove generazioni, costituiranno il 73%. Conoscerne i valori guida e lo stile di vita è la chiave per saper cogliere in anticipo le tendenze più innovative che caratterizzeranno il mercato immobiliare negli anni a venire.  Ma a che tipo di casa pensano? 

A presentare in dettaglio il loro profilo, i loro modelli e riferimenti, è stata Patrizia Martello, docente di sociologia dei consumi e della comunicazione NABA Milano, esperta di trend di consumo, design e lifestyle: “A differenza dei Millenials di altri Paesi, quelli italiani hanno aspettative decrescenti e vivono in una grande incertezza verso il futuro. La casa, specchio dei loro stili di vita, riflette valori e attitudini, ma anche pragmaticamente i budget limitati e la conseguente attenzione forte al rapporto qualità-prezzo: sono i più attivi nella ristrutturazione, come principale possibilità di andare a vivere da soli. La loro casa è piccola, smart e multifunzionale, e contemporaneamente nido temporaneo, ma anche piazza, intesa come luogo sociale e laboratorio di sperimentazione. Tra i valori guida delle loro scelte: la connessione con la natura, l'attenzione all'etica, responsabilità sociale e sostenibilità”. 

Il sistema economico e sociale sta mutando. I confini tra vita privata e professionale sono sempre più sfumati. Il lavoro è più flessibile e il 40% delle persone si dichiara disposto a spostarsi per cogliere nuove opportunità. 

Rigenerazione, affitto, smart working, coworking, flessibilità e sostenibilità, sono le parole chiave di questo cambiamento: “Come Ance stiamo predisponendo dei percorsi formativi che avvieremo entro la fine dell’anno per accompagnare le imprese anche in questa nuova direzione. Inoltre, per mettere in relazione il mondo casa e il mondo dei servizi, abbiamo creato il FIDEC (Forum Italiano delle Costruzioni) che rappresenta un importante momento di connessione tra i vari comparti della filiera della costruzione.” – ha precisato il presidente Trestini che ricorda: “Sul tema della sostenibilità il settore edile non può sottrarsi ancora a lungo, perché impatta per il 50% nei consumi energetici, nella produzione di rifiuti, e nelle emissioni di gas inquinanti. Per fortuna, la sensibilità sta aumentando, sia in ambito pubblico con i CAM, sia in ambito privato con il nuovo Piano Casa”.

Nuovi modi di abitare

 Sijme van Jaarsveld, Commercial Developer di “The Student Hotel” ha presentato forme inedite di destinazione degli immobili e di ospitalità, come gli Student Hotel, un sistema di accoglienza ibrida di co-living e co-working, in cui trovano inoltre spazio aree per l’esercizio fisico, bar e ristoranti, sale riunioni, teatri. Un brand diffuso in molti Paesi Europei e che in Italia ha già conquistato le città di Firenze, Bologna e Roma e si rivolge non solo agli studenti, ma anche a familiari, imprenditori e giovani startupper. 

Se  un tempo infatti, ci si accontentava di semplici residenze studentesche, oggi cresce la richiesta di spazi di accoglienza in grado di offrire  anche servizi integrati, come precisa Gianfranco Arieti, Dirigente della Direzione Tecnica e Logistica dell’Università di Verona, intervenuto all’incontro per presentare i dati correlati ai flussi e all’accoglienza degli studenti nella città scaligera: “Rispetto alla maggioranza delle università italiane che registrano un costante calo delle iscrizioni, Verona è in controtendenza con una crescita continua ed è fortemente attrattiva. Nell’anno 2018/2019 abbiamo avuto 24.725 iscritti di cui il 51% provenienti da fuori provincia. L’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (ESU), che si occupa di assicurare agli studenti la possibilità di accesso ai servizi, è stata in grado di soddisfare sole 443 delle 1029 richieste pervenute, con il 67% delle richieste rifiutate. Ciò accade perché a fronte della crescita degli studenti, in questi anni non c’è stato un adeguamento dei servizi offerti. Un altro dato significativo emerge dai questionari, dalla lettura dei quali è chiaro come, tra i fattori che incidono sulla scelta della facoltà, la qualità del servizi offerti dall’Ateneo e dalle strutture ospitanti è ai primissimi posti. I ragazzi guardano al modello dei Campus dove agli alloggi si affiancano anche numerosi optional, e questo è un dato che deve far riflettere”.

Il presidente di Ance Verona, Carlo Trestini, ha anche presentato una panoramica sullo stato dell’edilizia a livello locale e nazionale: “A Verona possiamo dire di esserci ripresi rispetto allo scorso anno. I dati di Cassa Edile lo confermano con un importante aumento delle ore lavorate. A livello nazionale, il Governo sta provando a stimolare il mercato interno sfruttando il mondo delle costruzioni. Si stanno affacciando nuove opportunità. Il DL Sbloccacantieri e il DL Crescita vanno in questa direzione, così come le nuove possibilità offerte dalla Cessione dei crediti da sismabonus ed ecobonus, che potrebbero favorire l’ingresso di grossi gruppi in grado di disporre di capitali e supporti finanziari importanti. E qui occorre fare una riflessione: la finanza da anni sta assumendo un ruolo sempre più preponderante. Organizzarsi, aggregarsi, progredire è fondamentale, ed è necessario farlo insieme o si rischia di rimanere ai margini rispetto all’ingresso di attori più strutturati”.

Un impegno quello di Ance verso i propri associati che si manifesta anche nel costante rinnovamento dell’offerta di servizi pensati per sostenere le imprese in un momento cruciale di forte cambiamento: ”Già da alcuni anni l’Associazione ha disposto servizi innovativi come il progetto “CQ - Costruire in Qualità”, il corso sull’utilizzo del BIM e sul project financing e oggi, in risposta alle previsioni del nuovo codice della crisi d’impresa, ha già all’attivo nuovi servizi di gestione economica-finanziaria e di predisposizione di business plan dell’investimento, anche se – ha tenuto infine a precisare - “per avere una struttura economico-finanziaria sana non è sufficiente controllare i flussi di cassa, bisogna elevare tutta l’organizzazione dell’impresa a cominciare dalla qualità del lavoro. Investire nell’innovazione rappresenta un’urgenza per tutto il settore. L’industria l’ha già fatto, a noi resta da colmare quel gap di conoscenze e competenze accumulato negli anni. Lo stesso processo costruttivo va ripensato, mettendo al centro la progettazione e la qualità, e reso più efficiente sfruttando le potenzialità e le opportunità offerte da strumenti come il BIM. In quest’ottica, i coordinatori di processo saranno figure sempre più strategiche e ricercate”.

Il Presidente nazionale, Gabriele Buia, nel suo intervento conclusivo ha ricordato quanto pesa ancora moltissimo sul settore la burocrazia, annunciando la richiesta immediata al Governo di una Commissione Costituente “ fatta di poche persone ma molto preparate in materia, affinché  si metta mano a norme farraginose e spesso contradditorie che bloccano il processo della ripresa del comparto. Dobbiamo stimolare il legislatore a far crescere il PIL. A causa della burocrazia abbiamo perso 12 miliardi di mancati investimenti”.

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