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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Zardini: «In Veneto contagi sopra la media. Zaia si prenda le sue responsabilità»

Il deputato veronese del Partito Democratico commenta così la situazione in regione sulla pandemia in corso: «Lo aveva previsto, inascoltato, il professor Crisanti, criticando la scelta di basare la prevenzione sui tamponi cosiddetti ‘rapidi’»

«Zaia si assuma le proprie responsabilità. Dal governo ha avuto ampie coperture politiche, legislative e finanziarie per contrastare la seconda ondata di coronavirus. Purtroppo in Veneto il numero di contagi è ampiamente sopra la media nazionale, così come quello dei decessi. Lo hanno evidenziato la settimana scorsa i sindacati dei medici, degli infermieri e degli operatori ospedalieri, disperati e lasciati soli davanti al procedere inarrestabile del numero di positivi e di morti».
È il deputato veronese del Partito Democratico, Diego Zardini, a rivolgersi al presidente della Regione Veneto per la delicata situazione che sta vivendo la regione in questa seconda ondata della pandemia di Covid-19, con i contagi in aumento e le strutture sanitarie sotto stress. «Lo aveva previsto, inascoltato, il professor Crisanti, criticando la scelta di basare la prevenzione sui tamponi cosiddetti ‘rapidi’ - conclude Zardini -. Ammesso che i dati forniti dalla Regione Veneto al ministero della Sanità siano corretti, e non ho dubbi che sia così, è chiaro che il sistema sanitario regionale non sta funzionando. Trincerarsi dietro i numeri mentre i cittadini cadono è doppiamente colpevole».

Critiche a Luca Zaia che arrivano anche dal segretario regionale di Articolo Uno, Gabriele Scaramuzza: «È sconcertante l’inerzia del presidente Zaia di fronte al tributo ormai quotidiano che il Veneto sta pagando, in termini di nuovi contagi, nuovi ingressi negli ospedali, saturazioni nelle terapie intensive e, purtroppo, decessi.
A fronte di una velocità drammatica di diffusione del contagio, che esigerebbe capacità di risposta, adozione di misure significative, coordinamento degli enti locali, la Regione continua a vivere nella propria bolla, vanificando anche lo straordinario lavoro e l’abnegazione di tanti lavoratori delle strutture sanitarie, di quelle territoriali, delle RSA.
Anche ieri (lunedì, ndr), il vertice convocato con i sindaci delle principali città non ha prodotto nessuna scelta, nessuna misura. È ormai già tardi perché Zaia si renda conto che il modello veneto nella seconda ondata, composto da una commistione di paternalismo, sovraesposizione mediatica, ordinanze contenenti al più raccomandazioni ma nessuna disposizione cogente, si è rivelato un plateale fallimento, che stanno pagando i cittadini veneti.
Pare essere ormai chiara la strategia della maggioranza di centrodestra: attendere che sia il Governo a decidere e imporre misure davvero stringenti, per non assumersi la responsabilità di adottarle in prima persona.
Da troppi mesi impegnato a vivere nella post-verità, il presidente Zaia, alla fine, non è in grado di farsi guidare dal principio di realtà».

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