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Covid, Zaia: «Preoccupati, ma niente chiusure. Si punta al green pass rafforzato, limitazioni per non vaccinati»

«Si punterà al green pass rafforzato, dove i vaccinati potranno ancora comunque accedere presso un ristorante anche in zona arancione o rossa e chi non è vaccinato avrà delle limitazioni», ha detto in tv il governatore del Veneto Luca Zaia

«Non è ancora finita, siamo in pandemia e c'è preoccupazione perché c'è una recrudescenza del contagio, aumentano i contagiati, ovviamente lo scenario è nuovo e questo virus ci ha abituati a cambiamenti di scenario, quello di oggi è di contagiati, noi ne abbiamo circa 1.500/2.000 al giorno, ma poi l'impatto ospedaliaro nei ricoveri è di circa 400 persone, delle quali 71 oggi (domenica 21 novembre, ndr) in terapia intensiva». Le parole sono del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il quale è stato ospite ieri di Fabio Fazio su RaiTre per la trasmissione televisiva Che tempo che fa. Lo stesso governatore ha poi però chiarito: «Come è cambiato lo scenario? Che quelle stesse 71 persone sono rappresentate da persone non vaccinate, lo scenario è cambiato perché l'anno scorso senza vaccini con 2.000 persone contagiate al giorno noi avevamo quasi 2.000 persone in ospedale». 

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Il presidente del Veneto ha quindi ribadito come, ad oggi, la situazione negli ospedali sia «gestibile», confermando che «è innegabile che il vaccino abbia creato un grande muro alla diffusione del contagio e anche ad avere quelle evidenze cliniche che poi ti portano in ospedale». Tuttavia, ha proseguito Zaia, «è pur vero che se noi non andiamo a dialogare con quella parte di cittadini che ancora ha deciso di non vaccinarsi rischiamo di perdere la partita». In merito all'ipotesi di introdurre l'obbligo vaccinale nel nostro Paese, il presidente del Veneto si è detto scettico: «Si fa tanto parle di obbligo vaccinale, ma qualcuno mi spiegasse per filo e per segno come si va ad applicare, perché se decidono l'obbligo io poi vivo in trincea e lo devo applicare. In generale nessuna campagna vaccinale arriva comunque al 100% di vaccinati. Quindi, l'obbligo che cos'è? L'accompagnamento coatto alla vaccinazione, l'ammanettamento, l'arresto e la vaccinazione?», ha chiesto retoricamente il governatore Zaia

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Esclusa dunque l'ipotesi dell'obbligo, sul campo ne resta al momento un'altra molto concreta, vale a dire quella del "doppio green pass", ovvero l'introduzione di un certificato verde Covid "rafforzato" che venga rilasciato ai soli vaccinati, o al massimo a vaccinati e guariti, ma in ogni caso escludendo i tamponi negativi come fattore di rilascio. I test negativi, a quel punto, diverrebbero utili solo ai fini dell'ottenimento di un green pass che sarebbe valido per andare a lavorare, dove vige l'obbligo della certificazione verde per l'accesso, ma ad esempio non sarebbe valido per andare a mangiare al ristorante oppure andare al cinema o a teatro, insomma per svolgere attività "non essenziali" nel tempo libero. Si tratta in sostanza del "lockdown dei non vaccinati" che l'Austria aveva in un primo tempo introdotto passando dal green pass a 3 fattori (Geimpft, vaccinato, Genesen, guarito, Getestet, testato/tamponato) a quello a 2 fattori (Geimpft, vaccinato, Genesen, guarito) per tutte le attività del tempo libero, consentendo però comunque ai non vaccinati di lavorare con tampone negativo. In Italia non lo si vuol chiamare "lockdown" per pudicizia amministrativa e si usano dunque eufemismi come «premio per i vaccinati», oppure «misure differenziate sulla base dello stato vaccinale». 

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A tal riguardo il presidente del Veneto Luca Zaia ha dichiarato: «Noi ci incontreremo lunedì o al massimo martedì con il governo e penso che la soluzione, il punto di caduta sarà rappresentato dal fatto che, primo, non possiamo chiudere. Oggi noi abbiamo un sistema di zone colorate, siamo in zona bianca, si passerà alla gialla, all'arancione e alla rossa, ma già arrivare all'arancione vuol dire chiudere i confini comunali, vuol dire chiudere i ristoranti, chiudere i teatri e i cinema. Per evitare questo, - ha quindi chiarito il governatore Luca Zaia - si punterà a questo green pass "rafforzato" dove i vaccinati potranno ancora comunque accedere, immagino andrà a finire così, presso il ristorante anche in zona arancione o rossa e chi non è vaccinato avrà delle limitazioni. Questa è una grande preoccupazione che noi governatori di Regione condividiamo, perché dobbiamo salvaguardare la salute da un lato e l'economia dall'altro».

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Come avevamo cercato di spiegare in questo articolo, tuttavia, le cose sono un po' più complesse. L'introduzione del green pass "rafforzato" di per sé infatti non sarebbe sufficiente, il governo qualora decidesse di intraprendere davvero questa strada dovrà infatti procedere a "ridisegnare" parzialmente, ma in modo decisivo, la struttura stessa delle zone colorate che, ad oggi, risale ancora al Dpcm 2 marzo 2021. Si ha un bel dire, infatti, che i vaccinati potranno comunque accedere al ristorante pure in zona arancione perché avranno il green pass "rafforzato", di cui invece non saranno titolari le persone che ogni 48 ore facciano un tampone con esito negativo e che, a quel punto, potranno solo andare a lavorare. Il problema della zona arancione (e poi di quella rossa) è però che se una Regione finisce in tale fascia di rischio, allora nel suo territorio tutti i ristoranti devono restare chiusi e fare solo servizio d'asporto e domicilio. In zona rossa accade che a chiudere siano anche i negozi di vendita al dettaglio. Io posso anche essere titolare di un green pass "rafforzato", ma se vado al ristorante e lo trovo chiuso, oppure vado in un negozio di abbigliamento in zona rossa e lo trovo chiuso, che me ne faccio del certificato verde Covid "rafforzato"? 

La vera questione, evidentemente, sarà quindi per il governo di stabilire in zona arancione quali ristoranti potranno essere aperti, o in zona rossa quali negozi di abbigliamento potranno essere aperti, nonostante la prevista sospensione generale delle relative attività. Appare normativamente logico che, giunti a tal punto, si preveda che se un gestore di un locale della ristorazione si è vaccinato ed ha personale di sala interamente vaccinato, allora anche qualora la sua Regione entri in area arancione o rossa potrà tenere aperto, sempre ovviamente facendo accedere al suo locale una clientela di soli vaccinati. Stessa cosa dicasi per il titolare di un negozio di abbigliamento in area rossa, di un teatro o di un cinema. Insomma, il green pass "rafforzato", cioè quello rilasciato ai soli vaccinati (o guariti da Covid), perché le cose funzionino, dovrebbe a quel punto, da un lato, consentire alla clientela di accedere a servizi ed attività commerciali, ma dall'altro far anche sì che tali servizi ed attività economiche si possano effettivamente tenere aperte ed in funzione.

Dalla zona arancione, in sostanza, per accedere al proprio luogo di lavoro, se tale luogo di lavoro corrispondesse ad una delle attività che in tale area di rischio è previsto venga "sospesa", si potrà quindi eventualmente comunque farlo, ma non con il semplice tampone negativo, bensì solo in possesso di green pass "rafforzato", cioè solo essendo vaccinati (o guariti). Sei un ristoratore e la tua Regione finisce in zona arancione? A te la scelta: preferisci chiudere l'attività finché torni la zona gialla e fare solamente servizio a domicilio o d'asporto, oppure preferisci vaccinarti contro Covid, far vaccinare il tuo personale e poter tenere aperto anche si dovesse arrivare in zona rossa? Nulla è stato deciso al momento dal governo e non è detto sia questa la strada che verrà percorsa in Italia, ma non ci stupiremmo affatto se si giungesse infine ad una situazione simile a quella sin qui descritta. 

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