Sboarina: «Il lockdown ha funzionato, se virus tornerà forte saremo ancora più preparati»

Il sindaco di Verona ha incontrato la dottoressa Evelina Tacconelli e il rettore Nocini

Sindaco Sboarina, professoressa Tacconelli e il rettore e professor Nocini

Verona l'1 giugno ha contato tre mesi esatti dai primi contagi. E la città si stringe ancora una volta, seppur simbolicamente, attorno a medici, infermieri e operatori sanitari per ringraziarli del lavoro fatto. Nella mattinata di ieri, infatti, il sindaco Federico Sboarina ha voluto incontrare all’ospedale di Borgo Roma il Rettore Pier Francesco Nocini e la professoressa Evelina Tacconelli, direttrice della Scuola di Specializzazione di Malattie Infettive e Tropicali dell'Università di Verona, per portare a loro il grazie di tutta la città.

Un’occasione anche per approfondire, dal punto di vista sanitario, l’andamento della pandemia sul territorio scaligero e i frutti del lockdown: «Verona ha il privilegio di avere dei grandi medici, tra cui la professoressa Tacconelli, che ho voluto incontrare per fare il punto della situazione e capire quello che potrà succedere nei prossimi mesi. - ha detto il primo cittadino scaligero Sboarina - La nostra comunità mai dimenticherà quello che abbiamo vissuto e l’instancabile lavoro degli operatori sanitari, ai quali saremo sempre grati. Ecco perché, dopo l’iniziativa di qualche mese fa che ci ha visti fuori dagli ospedali con le sirene della polizia locale, era doveroso tornare a portare i ringraziamenti dell’intera città».

Lo stesso sindaco ha poi affrontato il tema della ripresa delle attività, comprese quelle sociali, sulla scorta proprio del confronto avuto con la professoressa Evelina Tacconelli: «Il virus non è sparito, - ha spiegato Sboarina - è sicuramente meno aggressivo anche grazie al clima estivo che l’ha depotenziato, tanto che i contagi sono pochissimi se non azzerati. Il lockdown ha funzionato, soprattutto a Verona dove la pandemia, partita a rilento, quindici giorni dopo rispetto alle altre città del Veneto, è poi esplosa rapidamente. Oggi la situazione è completamente diversa, possiamo tornare a riprenderci la nostra vita sociale, mantenendo comunque delle accortezze. Conserviamo le abitudini di precauzione, ci dicono i sanitari, anche in vista dell’autunno quando il virus potrebbe tornare. L’incognita infatti resta e, se dovesse esserci un ripresa dei contagi, - ha aggiunto il sindaco di Verona - le nostre strutture sanitarie sarebbero sicuramente pronte. I nostri ospedali sono attrezzati con protocolli, strutture e piani organizzativi maturati in questi mesi, che ci permetteranno di affrontare l'eventuale comparsa in maniera ancora più efficace. Adesso, intanto, possiamo tornare a fare tutto, a riprenderci quella libertà di cui ci siamo privati per tante settimane».

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