A San Bonifacio una stanza per aiutare vittime di violenza a denunciare

Un ambiente ricavato nella caserma dei carabinieri e progettato per sostenere il più possibile le donne nella fase della denuncia e per ascoltare i minori che possono aver subito o assistito alle violenze

Ieri, 16 luglio, nella caserma dei carabinieri di San Bonifacio è stata ufficialmente inaugurata «Una Stanza per Lei», un ambiente dedicato alle audizioni protette e progettato allo scopo di sostenere il più possibile la donna nella delicata fase della denuncia di violenze ed anche per dare ascolto a quei minori vittime o testimoni dei medesimi reati. Per i più piccolo è stato previsto un angolo per il gioco, il disegno e la visione di cartoni animati.
Il progetto è nato da un'iniziativa della commissione Pari Opportunità del Comune di San Bonifacio ed è stato subito accolto con entusiasmo dai vertici dell'Arma. L'obiettivo è creare un locale dall'aspetto familiare e non istituzionale proprio per evitare quella che viene definita «vittimizzazione secondaria», cioè il patimento di un nuovo trauma indotto dal ricordo.
I carabinieri, che hanno già realizzato altre «stanze» di questo tipo, ed il Comune di San Bonifacio hanno voluto così offrire il loro massimo supporto alle vittime, sostenendole nei bisogni di riprendere il controllo e superare il senso di impotenza, di esprimersi e veder riconosciute le proprie emozioni, garantendo loro la necessaria protezione.

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Una piaga, quella della violenza sulle donne, che Amnesty International ha voluto sottolineare recentemente, citando alcuni dati Istat. L'anno scorso è stato infatti calcolato che quasi 7 milioni di donne italiane dai 16 ai 70 anni abbiano subito almeno una volta nella vita una forma di violenza (20,2% violenza fisica, 21% violenza sessuale con casi nel 5,4% di violenze sessuali gravi, come stupro e tentato stupro). E secondo uno studio del 2018 delle Nazioni Unite, nel mondo si registrano ogni giorno 137 femminicidi, il 58% dei quali commesso da partner, ex partner o da un familiare.
Per produrre un profondo cambiamento culturale, Amnesty Italia ha lanciato la campagna #iolochiedo per modificare la legge italiana che attualmente considera lo stupro un reato solamente nel caso in cui sussistano l'elemento della violenza, della minaccia, dell'inganno o dell'abuso di autorità e non nel caso di un rapporto sessuale senza consenso. La richiesta di Amnesty è quella di modificare l’articolo 609-bis del codice penale per considerare reato qualsiasi atto sessuale senza consenso.

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