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Violenza sulle donne, Sboarina: «Educazione tra gli strumenti più forti»

Il sindaco di Verona ha partecipato alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne dalla panchina rossa di Piazza Bra

Dieci anni di violenze, fisiche e psicologiche, prima di chiedere aiuto e porre fine a quella storia. Dieci anni raccontati in una delle testimonianze raccolte ieri, 25 novembre, per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. A riferirla è stata una delle tante veronesi che si sono rivolte al Centro Antiviolenza Petra del Comune di Verona per uscire dalla violenza ed iniziare un nuovo percorso di vita. Proprio questa donna, insieme ad altre tre compagne del gruppo di auto-mutuo-aiuto, ha rivolto un appello a chi sta vivendo ora lo stesso dramma, dramma che il più delle volte si consuma tra le mura domestiche. L'appello è chiedere aiuto, subito, chiamare le istituzioni e le numerose realtà sul territorio impegnate per arginare la piaga della violenza di genere.

Fare rete è fondamentale per contrastare il femminicidio. Tuttavia non è sufficiente. Bisogna investire sul rispetto e sulla parità di genere, valori che le scuole sono chiamate a promuovere a tutti i livelli ma che i bambini e i ragazzi devono imparare anzitutto in famiglia, dai proprio genitori. Su questo è stato categorico il sindaco Federico Sboarina, che ieri si è recato in Piazza Bra dove nel 2017 è stata posizionata una panchina rossa per sensibilizzare tutta la comunità sul tema. Insieme a lui, l'assessore alle pari opportunità Francesca Briani, la responsabile del Centro Petra Elisabetta Sega e le quattro donne impegnate nel gruppo di auto-mutuo-aiuto, tutte provenienti da storie di violenza.

«Ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte, il femminicidio è un fenomeno inaccettabile che nella nostra società non deve esistere - ha detto il sindaco - E che, purtroppo, rappresenta solo la punta dell’iceberg di un problema sempre più grave e trasversale. Il Comune e le istituzioni ci sono e offrono una rete di aiuti e attività fondamentali per le donne che si trovano in difficoltà. Sono convinto che la prevenzione e l’educazione siano gli strumenti più forti per contrastare questa piaga. A scuola come in famiglia, si formano gli adulti di domani, che imparano il rispetto e l’attenzione, la differenza tra il litigare e l’essere aggressivo. Poi c’è la responsabilità di ogni individuo, segnalare un episodio o una situazione di rischio non è fare la spia ma dare ad una donna la possibilità di salvarsi. Ogni singola donna che viene tolta alla violenza è un grande risultato per tutta la comunità».
«Durante il lockdown, il Centro Petra ha potenziato il servizio telefonico, permettendo alla donne vittime di violenza di essere aiutate anche in questo particolare momento storico - ha detto l’assessore Briani - A Verona c’è una forte rete multidisciplinare che unisce istituzioni e associazioni, impegnate tutto l’anno per dare risposte a 360 gradi, dall’aiuto alla protezione nelle strutture specifiche fino ai percorsi di reinserimento sociale e lavorativo. Dal 2014 è attivo anche un servizio specifico dedicato agli autori di violenza, per il loro recupero e per un’attività di sensibilizzazione su tutto il territorio».

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