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Dal Prosek al "Valpolycella" il passo è breve, Sartori: «Difendiamo eccellenze made in Italy dalle falsificazioni»

Il presidente dell'omonima casa vinicola Andrea Sartori interviene duramente sulla vicenda "Prosek" in discussione alla Commissione europea, temendo si spiani la strada al «fenomeno dell'italian sounding con ripercussioni sfavorevoli per le eccellenze made in Italy»

«Le preoccupazioni provenienti dalle Istituzioni audite in Senato in merito al caso Prosek sono le stesse che da tempo tengono in ansia le filiere produttive di riferimento».  Lo dichiara in una nota Andrea Sartori, presidente della Casa vinicola Sartori, in merito all’audizione avvenuta in Senato presso la Commissione Agricoltura sul caso "Prosek".

«Come produttori italiani e a maggior ragione come enti territoriali sui quali nasce, si coltiva e si produce il Prosecco, siamo in grande allarme. Se venisse approvata la proposta avanzata dalla Croazia e ammessa in discussione dalla Commissione europea riguardante il riconoscimento dell'indicazione geografica di origine protetta del vino "Prosek", - aggiunge il presidente Andrea Sartori - per l'Italia e per l'intera filiera vitivinicola sarebbe un danno non solo economico e d'immagine, ma aprirebbe la strada al fenomeno dell'italian sounding con ripercussioni sfavorevoli per le eccellenze made in Italy».

«Il Governo e le Regioni – conclude il presidente Sartori – oltre a tutelare la filiera devono salvaguardare il consumatore e il suo diritto di sapere con precisione l'origine del prodotto che acquista. Dal 2019 il Prosecco è patrimonio dell’Unesco e merita di essere difeso da politiche di falsificazione così palesi come la richiesta di denominazione del vino "Prosek"».

Andrea SARTORI_Presidente Casa Vinicola Sartori-3

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