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Domenica, 26 Giugno 2022
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Nuovi ritrovamenti nella Villa dei Mosaici di Negrar: raccolta fondi per creare un parco archeologico museale

«Oltre a mosaici di pregiata fattura - ha spiegato il dottor Gianni de Zuccato - è stata portata alla luce anche una sepoltura probabilmente risalente ad un’epoca posteriore a quella romana, VI o VII secolo d.C., appartenente a un personaggio femminile»

Si è tenuta questa mattina la presentazione alla stampa dei nuovi scavi nella splendida cornice della Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella, in località Cortesele. Alla presenza del sindaco Roberto Grison e dell’assessore alla Cultura Camilla Coeli si sono avvicendati i racconti dei principali protagonisti di questa eccezionale operazione di recupero archeologico: il dottor Gianni de Zuccato, funzionario archeologo della Soprintendenza ABAP di Verona, il sovrintendente dottor Vincenzo Tinè, il dottor Massimiliano Valdinoci, direttore della Scuola di Restauro dell’Accademia di Verona e i ricercatori dell’università di Verona e del politecnico di Milano.

Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella-2

«I nuovi ritrovamenti sono stati scoperti dopo aver portato alla luce la parte residenziale della villa, quando gli operatori hanno iniziato gli scavi della parte esterna (cortile e peristilio) – ha spiegato Gianni De Zuccato – ma oltre a mosaici di pregiata fattura è stata portata alla luce anche una sepoltura probabilmente risalente ad un’epoca posteriore a quella romana, VI o VII secolo d.C., appartenente a un personaggio femminile».

Sono state ritrovate inoltre «alcune tracce dell’antica coltivazione della vite, precisamente resti di vinaccioli datati fine IV secolo, e alcuni frammenti di legno di vite nella fornace». La villa, presumibilmente, dopo l’abbandono della famiglia romana, fu occupata da popolazioni longobarde per un certo periodo: «Il progetto del proseguimento dei lavori di scavo – ha anticipato alla stampa il sindaco Roberto Grison – potrebbe essere supportato da un finanziamento statale, ancora non confermato e in iter di approvazione, di circa un milione e mezzo di euro destinato ai beni culturali e archeologici».

Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella 2022-2

Oltre a questa potenziale fonte di finanziamento, è stata lanciata contestualmente, in collaborazione con l’associazione Adige Nostro, una campagna crowdfunding per coinvolgere le principali aziende e i privati cittadini a contribuire al recupero di questo importante sito: «Con il beneficio di questi fondi – ha concluso De Zuccato – si potrebbe ampliare il progetto e garantire a questo sito anche la realizzazione di un parco archeologico museale, aperto alle visite del pubblico».

Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella 2-2-2

Il sovrintendente Vincenzo Tinè ha quindi evidenziato «la grande opportunità che, grazie ai lavori del sito, è stata data e sarà ancora ulteriormente offerta ai giovani studiosi universitari per creare e garantire loro esperienza e futuro professionale». Il sindaco e l’assessore Coeli hanno infine ringraziato tutti i partecipanti al progetto e i sostenitori “che hanno contribuito a creare una rete di lavoro molto coesa con le istituzioni in un territorio a noi vicino e con reperti così importanti: le due cantine vinicole proprietarie, ciascuna per la propria metà, del terreno su cui sorgono gli scavi, Cantina Benedetti e Cantina Franchini, la Sovrintendenza ABAP di Verona, l’Accademia di Belle Arti, l’Università di Verona e il Politecnico di Milano».

Nei prossimi due giorni 26 e 27 maggio gli scavi saranno di nuovo eccezionalmente aperti ai visitatori (gratuitamente su prenotazione via Evenbrite) durante quattro fasce orarie giornaliere, con visite guidate.

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