Tra critici e difensori, il video di Lazise accusato di sessismo divide ancora

La consigliera comunale del Partito Democratico di Verona Elisa La Paglia, che ha parlato di «sottocultura dell'abuso mascherata tra l'ironia e la goliardia» e ha chiesto la modifica del testo della canzone

Il quartetto che ha realizzato la canzone e che canta nel video

Continuano, anche se con toni più blandi, le polemiche sul video della canzone suonata dall'Ale Fusco Quartet Wir Kommen Wieder in Lazise. Noi torneremo a Lazise. Un video prodotto dal Comune di Lazise per promuoversi turisticamente. Le polemiche ruotano attorno al verso della canzone «Belle donne per tutta la città, per tutti i gusti e di tutte le nazionalità. Le puoi invitare in spiaggia e cantare loro d'amore, al tramonto non potran dire di no». Un verso giudicato sessista da alcuni, mentre per altri si tratta solo di parole giocose inserite all'interno di un brano allegro e scherzoso.

C'è dunque chi si schiera dalla parte dell'Ale Fusco Quartet, il quale via Facebook ha ringraziato per la solidarietà ricevuta.

Mentre dall'altra parte è più volte intervenuta la consigliera comunale del Partito Democratico di Verona Elisa La Paglia, che ha parlato di «sottocultura dell’abuso mascherata tra l’ironia e la goliardia» e ha chiesto la modifica del testo della canzone.

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Ma proprio l'intervento di Elisa La Paglia ha scatenato la reazione di una donna, una tassista di Verona che vive a Lazise, la quale ha difeso la canzone. «Sono spiacente di dover esprimere ampia perplessità per una critica che appare più una presa di posizione di chiara propaganda visto che proprio la consigliera La Paglia quando si è trovata a tener conto del rispetto per le donne in un contesto lavorativo non ha prestato pari attenzione». La tassista racconta, infatti, di aver subito un torto anche per mano di altre donne. «Donna la dirigente al commercio e donna l'assessore che ha poi portato la richiesta della revoca della mia licenza in giunta nel 2019 e votata all'unanimità», e donna anche la consigliera La Paglia che avrebbe votato a favore all'interno di una commissione consultiva. Secondo la tassista, la licenza le sarebbe stata revocata «in quanto donna» e per questo alle sue orecchie suonano ipocrite le parole della consigliera La Paglia. «Io difendo il video - conclude la cittadina veronese - perchè ritengo che il rispetto per una donna non è solo e innanzittutto una questione sessista, rimandando alla sola frase di una giocosa canzone».

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