L'eroe della prevenzione: contro l'Aids sfila a Verona un mantello di profilattici scaduti

Preservativi scaduti, «occasioni di protezione perse», questo il materiale principale con il quale è stato creato da due giovani stiliste l'abito che ha sfilato nella città dell'amore

"L'eroe della prevenzione" arriva a Verona - foto Alfredo Spagna e Lara Zanardi, modella Chiara Trevisol, progetto Iana Fedrigo Culeac e Giulia Monticelli

Iana Fedrigo Culeac e Giulia Monticelli, entrambe studentesse del corso Fashion Global Design della Next Fashion School, avevano vinto lo scorso aprile il primo premio (una borsa di studio del valore di 500 euro) con il progetto "L’Eroe della prevenzione", nell'ambito del contest "Il camice del farmacista - Farmacista Supereroe". Si tratta di un outfit costruito con mille profilattici scaduti, lavati, asciugati e utilizzati come elementi base per il camice/mantello. L’obiettivo era quello di sensibilizzare alla prevenzione per le malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto con il focus sull’AIDS.

Il progetto non poteva non arrivare anche nella "città dell'amore", ed ecco dunque che il particolarissimo ed elegante "mantello della prevenzione" firmato Iana Fedrigo Culeac e Giulia Monticelli, è stato indossato venerdì 16 luglio a Verona dalla splendida modella Chiara Trevisol. Le due stiliste, accompagnate da altrettanti fotografi, Alfredo Spagna e Lara Zanardi, hanno girato attraverso le strade della città di Giulietta e Romeo, tra via Sottoriva e Castel Teodorico, immortalando la modella che indossava il mantello creato con profilattici ormai scaduti e che le persone non hanno utilizzato, mettendo così a rischio la propria vita e quella degli altri: «Profilattici scaduti, occasioni di protezione perse», così come si esprime il fotografo Alfredo Spagna che ha preso parte al progetto.

«Accrescere la consapevolezza delle persone, in termini di prevenzione e sostenibilità, è la nostra speranza. - spiega in riferimento al progetto la stilista Giulia Monticelli - Pensiamo che dare nuova vita a ciò che è destinato a diventare rifiuto possa arricchire ulteriormente il suo valore». «Con questo progetto, - aggiunge la collega Iana Fedrigo Culeac - abbiamo voluto creare un personaggio forte, d'impatto e che riesca a trasmettere un messaggio chiaro ed importante».

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