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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Attualità Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Vertenza nuovo Sio di Aoui, lunedì e martedì sindacati in prefettura

Mazza e de Pasquale di Fp Cgil Verona: «Sciopero sarebbe da evitare, ma per farlo servono risposte chiare e impegni precisi»

Nella prefettura di Verona, alle 11 di domani mattina, 28 agosto, Cgil e Fials tenteranno la conciliazione sulla vertenza riguardante il nuovo Sistema informatico ospedaliero (Sio) attivato lo scorso giugno dall'Aoui (Azienda ospedaliera universitaria integrata) di Verona. Un sistema che continua a causare problemi al personale sanitario degli ospedali di Borgo Trento e Borgo Roma. E martedì, saranno invece ricevute le altre tre organizzazioni sindacali (Nursing Up, Ugl Salute e Di.Co.Sì) che si sono unite allo stato di agitazione.

stato agitazione fp cgil sio aoui

«Come Cgil riteniamo che a fronte dei tanti problemi che affliggono la sanità veronese e veneta, uno sciopero sarebbe da evitare, ma per farlo servono risposte chiare e impegni precisi sulla fine della sperimentazione del nuovo sistema informatico, i cui tempi di migrazione si stanno divaricando a dismisura rischiando di determinare il più grande fallimento della sanità veneta degli ultimi decenni - hanno commentano Antonio de Pasquale, segretario generale Fp Cgil Verona, e Simone Mazza, responsabile sanità Fp Cgil Verona - Basti dire che l’applicazione di questo sistema costa alla Regione Veneto ben 122 milioni di euro più Iva, una cifra abnorme per un risultato finora fallimentare. Non è pensabile infatti che a distanza di più di due mesi dalla introduzione del Sio, la cui migrazione avrebbe dovuto occupare al massimo due settimane, il lavoro dei sanitari, che in molte situazioni sono già sotto organico, continui ad essere ostacolato o ritardato dai malfunzionamenti di un sistema che invece di semplificare il lavoro lo complica al limite della impraticabilità. Non è accettabile che in una terapia intensiva, dove si prendono decisioni di vitale importanza per la salute del paziente, persistano difficoltà ad acquisire i dati in tempo reale».

«Ci sarebbe molto da discutere anche su come non sia stato preparato a dovere tale passaggio - hanno concluso i du sindacalisti - Soltanto pochi anni fa, nel 2018, la Regione Veneto, in controtendenza rispetto al resto del mondo civilizzato, ha declassato da unità complesse ad unità semplici tutte le unità operative informatiche in tutte le aziende sanitarie del Veneto, un modo poco gentile per dire al personale dell’area informatica: "Di voi non ho bisogno". Ha falcidiato e mortificato l’intero settore, salvo poi ravvedersi e tornare sui suoi passi all’inizio del 2023 ripristinando le unità complesse». Vorremmo anche sapere chi dovrebbe ora rispondere di tutti questi disservizi che al momento risultano insuperabili. Vogliamo sapere chi ha deciso che il Sio andava sperimentato su una delle più grandi e complesse aziende ospedaliere del Veneto, da 6.000 dipendenti, anziché in un piccolo ospedale di provincia dove è meno complicato monitorare e tener sotto controllo tutte le complesse dinamiche e le conseguenze degli inevitabili e necessari adattamenti. Chi porta una responsabilità è tempo che si faccia avanti e che pronunci parole chiare per chiudere questa vergognosa vicenda».

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