menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Selci (Foto di repertorio)

Selci (Foto di repertorio)

Veronese scopre di avere eredità milionaria, ma è tutto sotto sequestro

La 69enne Giuseppina Perazzi ha perso il marito nel 2001 e l'uomo le ha lasciato una collezione di selci preistoriche dal valore superiore ai 100 milioni di euro, valore che lei ha scoperto solo in seguito

Un'indigente veronese di 69 anni era multimilionaria a sua insaputa. La donna, infatti, era entrata in possesso di una collezione di reperti preistorici custodita dal marito, il quale purtroppo nel 2001 è morto in un incidente. Questa collezione, cominciata dal bisnonno del marito, consiste in più di cinquemila selci lavorate e la Soprintendenza di Verona l'ha valutata 107 milioni di euro. Denaro che la vedova non ha mai visto perché la collezione è stata sequestrata dalla Procura di Verona, che li ritiene beni culturali di proprietà dello Stato.

La storia della 69enne Giuseppina Perazzi è stata raccontata sul Corriere da Andrea Priante e le disavventure della donna cominciano nel 2007, quale lei perde il lavoro e decide di vendere la collezione del suo defunto marito. Giuseppina Perazzi non ne conosce il valore e così si rivolge ad una casa d'aste tedesca che la valuta circa 10mila euro. La donna si fida e le selci preistoriche prendolo la strada della Germania, ma immediatamente la Procura blocca tutto. Quella collezione sarebbe composta da reperti provenienti da scavi illegali e così nel 2009 la collezione torna dalla Germania all'Italia e per dieci anni rimane sotto sequestro nei magazzini dell'Arsenale di Verona.
Nel frattempo, Giuseppina Perazzi viene a conoscenza che il reale valore di quanto le aveva lasciato il marito supera i 100 milioni di euro, ma viene anche accusata di ricettazione ed illecita esportazione. La vicenda giudiziaria si sposta poi per competenza a Bolzano dove le selci della collezione vengono definiti dei «beni culturali», ma il Tar annulla il provvedimento e in seguito il tribunale civile sentenza la prescrizione dei reati per la 69enne e la restituzione della collezione alla donna.
Sembrava tutto risolto, ma quest'anno le selci sono state di nuovo sequestrate e poi confiscate perché ritenute di proprietà dello Stato. E così la battaglia di Giuseppina Perazzi continua e la donna si è detta pronta anche a rivolgersi alla Corte Europea pur di ottenere quello che sente sia suo di diritto.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • social

    Non siete soli: lettera canzone dedicata agli studenti

  • social

    La Storia di Verona: da oggi in libreria e in edicola

  • Benessere

    Melograno: antiossidante e brucia grassi, ma non solo

  • social

    4 Maggio Star Wars Day

Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento