Veronafiere lancia un'inedita Fieracavalli: più "digitale" e divisa in 2 weekend

La manifestazione di riferimento per il mondo equestre internazionale si terrà da giovedì 5 a domenica 8 e poi ancora da venerdì 13 a domenica 15, con tutte le misure necessarie a tutelare la salute di operatori e visitatori

Fieracavalli 2019 - Foto Ennevi

Fieracavalli 2020 si prepara ad affrontare un’edizione senza precedenti, con un format rinnovato nel calendario e nei contenuti. La manifestazione di riferimento per il mondo equestre internazionale, infatti, raddoppia a Veronafiere, coprendo due fine settimana consecutivi di novembre: da giovedì 5 a domenica 8 e poi ancora da venerdì 13 a domenica 15.
E Verona rinnova il suo appuntamento anche con il gotha del salto ostacoli: la Longines FEI Jumping World CupTM che, dal 5 all’8 novembre, celebra la 20a edizione a Fieracavalli dell’unica tappa italiana della coppa del mondo.

Grande soddisfazione dai vertici di Veronafiere: «La conferma da parte della Federazione Equestre Internazionale – commenta il direttore generale, Giovanni Mantovani – è stata una vittoria non solo per Verona ma per tutto il mondo equestre. Mai come quest’anno la nostra città sarà non soltanto la capitale del cavallo, ma anche il simbolo della ripartenza dell’intero settore. Un ringraziamento speciale alla Federazione Italiana Sport Equestri e al suo presidente Marco di Paola che, attraverso ad uno straordinario lavoro di squadra insieme con Veronafiere e con Eleonora Ottaviani, direttrice dell'International Jumping Riders Club, hanno dato un contributo cruciale per raggiungere questo importante risultato».

«La Federazione Italiana Sport Equestri è sempre stata al fianco di Veronafiere nell’organizzazione di Fieracavalli. La conferma della FEI circa l’avvio del Circuito indoor di FEI World Cup™️ di salto ostacoli, di cui Verona è una tappa prestigiosa e imprescindibile, non può che renderci ancora più entusiasti di collaborare alla riuscita di una manifestazione che certamente garantirà a tutti gli appassionati momenti di sport e spettacolo indimenticabili» aggiunge il presidente FISE, Marco Di Paola.

La FISE anche quest’anno è al fianco di Fieracavalli, impegnata a studiare innovative proposte e un palinsesto di gare per amatori ed esperti, nell’ormai consolidato format di ArenaFISE, che negli anni ha riscontrato un ottimo successo e il più grande apprezzamento da parte di tutti i tesserati.
La centralità dell’appuntamento veronese nel panorama equestre internazionale si fa sempre più forte, diventando la seconda tappa del Circuito Indoor di FEI World Cup™️, dopo lo stop causato dalla pandemia, e segnando di fatto la ripartenza dell’intero settore.
Anche il comune di Verona punta molto su Fieracavalli per il rilancio post emergenza dell’intera città: la partnership con Volkswagen e l’adesione di alcuni dei nomi più importanti del settore come Selleria Equipe, Decathlon, Kep Italia e Amahorse ribadiscono il primato della manifestazione anche dal punto di vista commerciale.

La 122ª edizione della rassegna diventa anche l’occasione per accelerare il percorso di digitalizzazione della manifestazione che diventa sempre più multicanale, grazie a dirette streaming, video dimostrativi consultabili “on demand”, talk e webinar pensati per gli oltre 200mila utenti della community social, per appassionati e addetti ai lavori.

Fieracavalli, a tutela della salute di operatori e visitatori, ha inoltre aggiornato e potenziato le già rigide misure di sicurezza e prevenzione all’interno del quartiere fieristico. Gli ingressi, i padiglioni e le aree esterne della fiera, infatti, sono stati così ridisegnati alla luce del nuovo protocollo safebusiness, concordato e validato da istituzioni, autorità sanitarie e da Aefi, l’Associazione di riferimento delle fiere italiane.

L'ente fieristico ha investito per creare varchi d’accesso con termoscanner e percorsi di entrata e uscita differenziati. Tutti gli ambienti sono ora igienizzati con ozono e gli impianti di climatizzazione ulteriormente controllati e sanificati. Attivata, poi, una convenzione con una struttura sanitaria del territorio, per avere un presidio medico specializzato sempre presente, mentre la capienza delle sale convegno è stata ridotta del 60% per mantenere il distanziamento sociale.

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