Coronavirus, famiglie veronesi rimborsate per le rette di scuole e mense

Le famiglie riavranno indietro parte dei soldi pagati per il servizio scolastico sospeso a causa del virus. Il Comune raccoglierà anche le esigenze della categorie economiche da sottoporre poi al Governo

Foto di repertorio

Questa mattina, 2 marzo, riunione straordinaria della giunta comunale di Verona per analizzare nel dettaglio i punti del nuovo decreto della presidenza del consiglio dei ministri per il contenimento del coronavirus. Il documento, arrivato ieri sera e in vigore fino all'8 marzo, prevede nuove misure per la prevenzione e la limitazione del contagio.

Sindaco e assessori hanno fatto il punto sulle nuove prescrizioni, assieme a dirigenti e tecnici comunali, e disposto l'applicazione delle norme.
Inoltre, per andare incontro ai genitori con figli in età scolare, la giunta ha deciso il rimborso dei pagamenti relativi ai giorni di sospensione del servizio scolastico. La quota che tornerà alle famiglie riguarda il costo della mensa e della retta per nidi, scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

La giunta ha incaricato l'assessore al commercio e alle attività produttive Nicolò Zavarise di seguire le esigenze di tutte le categorie economiche cittadine, da sottoporre poi al Governo. All'assessore alle aziende partecipate Daniele Polato, invece, il compito di attivare, assieme alle municipalizzate, una sorta di cabina di regia per la promozione unitaria dell'immagine di Verona.

Per quanto riguarda l'applicazione del decreto, già questa mattina il Comune si è attivato per comunicare, a tutti i soggetti interessati, le limitazioni da applicare fino a fine settimana.
Bar, pub e ristoranti possono rimanere aperti a condizione che il servizio sia fatto per i soli posti a sedere e che sia garantita la distanza di un metro tra un cliente e l’altro. Divieto, quindi, di effettuare servizio al banco e obbligo di esporre cartelli informativi che chiariscano agli utenti le nuove misure.
Rispetto alla precedente ordinanza, il nuovo testo prevede fino a domenica la riapertura dei musei, ma con ingressi contingentati in base agli spazi. Questo significa che da oggi tutti i musei civici tornano ad essere visitabili e sarà cura del personale all’ingresso limitare le presenze all’interno delle sale espositive.
Fino all'8 marzo compreso, sono sospese le attività scolastiche, dai nidi all’università, mentre la scorsa settimana le scuole erano chiuse.
Annullate le manifestazioni non ordinarie in luogo pubblico o privato di carattere culturale, ludico, sportivo o religioso. Assicurata l’apertura delle chiese e dei luoghi di culto purchè si evitino assembramenti e sia garantita ai fedeli la distanza tra loro di almeno un metro.
Confermate, invece, alcune delle misure del precedente provvedimento. Aperte palestre, piscine e impianti sportivi, nei quali si possono tenere allenamenti e partite ma a porte chiuse, ossia senza la presenza di pubblico. Divieto di trasferta per i tifosi veronesi in altre province e regioni d'Italia.
Chiuse la Biblioteca Civica e le biblioteche di pubblica lettura presenti nei quartieri; così come teatri, cinema e discoteche.
Sospesi fino al 15 marzo i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche.

Come prima cosa, abbiamo deciso di andare immediatamente incontro alle famiglie, con il rimborso delle rette e delle mense scolastiche per i giorni in cui il servizio non è stato erogato - ha detto il sindaco Federico Sboarina - In questa fase di emergenza nazionale, i sindaci sono impegnati in prima linea nell'informare i cittadini e nel far rispettare le prescrizioni. Le decisioni, infatti, spettano al Governo e noi non abbiamo competenza in merito. Ma come giunta abbiamo deciso di intervenire con azioni concrete, anche per dare un segnale ai cittadini. La vita di tutti i giorni non si deve fermare. Così come le nostre abitudini non devono in alcun modo cambiare, pur nel rispetto delle prescrizioni che ci vengono imposte. Ecco perché abbiamo deciso di far rete con le attività commerciali e produttive, che rispetto alla scorsa settimana si trovano a dover affrontare nuove limitazioni. E ci siamo attivati non solo per avanzare richieste di sostegno al Governo, ma anche per mettere sul tavolo idee e risorse per la promozione unitaria della città. Ovviamente in questo momento la salute pubblica resta la priorità, ecco perché vanno rispettate tutte le misure prese nell’ottica di continuare a prevenire e limitare il contagio.

Si ricorda che è attivo il numero verde regionale 800-462340 per informazioni su infezioni da coronavirus. In caso di dubbi o sospetti chiamare il 1500 e, ai primi sintomi, non andare in ospedale ma chiamare il 118.

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Nel decreto sono elencati anche i corretti comportamenti da seguire: lavarsi spesso le mani e mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati e luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani; evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce; non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si assistono persone malate.

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