Venerdì, 15 Ottobre 2021
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Verona in aiuto di Cuba, partita la raccolta fondi: mancano cibo e strumenti medici

Hanno dato il loro sostegno la Rete degli Studenti medi Verona, Cia-Agricoltori Italiani, Emmaus Italia, Emmaus Aselogna, Emmaus Villafranca, cooperativa La Mano 2 – Fattoria Margherita, cooperativa La Proletaria – Red Zone, cooperativa Pog – produttori olivicoli gardesani, Cospe Verona

Verona scende in campo per dare un aiuto a Cuba, che sta vivendo una drammatica crisi sanitaria ed economica. Scarseggiano i generi alimentari e soprattutto strumenti medici come ventilatori polmonari, saturimetri, monitor diagnostici, garze, guanti chirurgici, termometri, siringhe e altri ausili medici di fondamentale importanza in tempi di pandemia. Per questo associazioni, cooperative e studenti veronesi si stanno facendo promotori di una serie di iniziative per raccogliere fondi, farmaci e materiale sanitario da inviare al popolo cubano, sulla scorta di quello che sta avvenendo in tutto il Paese.

Un’iniziativa di solidarietà dovuta nei confronti di un Paese che, agli esordi della pandemia, nel febbraio 2020, non esitò a mettere a disposizione le proprie eccellenze sanitarie in Italia, prima in Europa ad essere duramente colpita dal Covid. Medici e infermieri cubani arrivarono a dare manforte in Lombardia e in Piemonte, in piena emergenza sanitaria, con quasi tutti i reparti degli ospedali destinati a malati di Coronavirus.

Mercoledì, a Verona, l’Associazione Amicizia Italia-Cuba e Cgil hanno lanciato una campagna di solidarietà per Cuba finalizzata all’acquisto e invio di materiali sanitari. L’iniziativa è stata presentata al Caffè Liston 12: hanno dato il loro sostegno la Rete degli Studenti medi Verona, Cia-Agricoltori Italiani, Emmaus Italia, Emmaus Aselogna, Emmaus Villafranca, cooperativa La Mano 2 – Fattoria Margherita, cooperativa La Proletaria – Red Zone, cooperativa Pog – produttori olivicoli gardesani, Cospe Verona.

«A livello nazionale abbiamo aperto un conto corrente per sostenere il popolo cubano, che non esitò ad aiutare l’Italia lo scorso anno in piena pandemia - ha sottolineato Floriano Zanoni, della segreteria Cgil -. Abbiamo avuto una risposta superiore alle aspettative. Ci eravamo posti come obiettivo di riempire un aereo di materiale sanitario e invece ci stiamo avvicinando alla possibilità di riempirne due. Già con la fine di agosto partirà un volo speciale per Cuba».

«Vogliamo aiutare un Paese che ha centinaia di medici sparsi in tutto il mondo per dare una mano alle nazioni in difficoltà - ha evidenziato Enzo Pescatori, membro della segretaria nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, che ha un circolo a Verona -. Stiamo raccogliendo fondi per l’acquisto di 10 milioni di siringhe e altri dispositivi indispensabili per completare la campagna vaccinale a Cuba. A livello nazionale abbiamo raccolto in due mesi oltre 85.000 euro. Abbiamo l’obiettivo di arrivare a 800.000 euro per acquistare tutte le siringhe concordate con le autorità cubane».

Da sx Pescatori e Zanoni-2

Lorenzo Baronti, rappresentante della Rete degli studenti medi, ha aggiunto: «Non possiamo pensare di vedere un Paese che ci ha prestato soccorso e che da più di cinquant’anni riesce a mantenere la sua indipendenza senza dare una mano. È un Paese che si è sempre impegnato a garantire una sanità aperta a tutti e per questo non abbiamo esitato a dare il nostro contributo per far conoscere agli studenti le condizioni di Cuba e partecipare alla raccolta fondi».

Laura Ferrin, di Cia-Agricoltori Italiani Verona, ha annuito: «Anche noi partecipiamo a questa campagna di raccolta fondi con uno spirito di solidarietà nei confronti di un Paese, come Cuba, che versa in una situazione gravissima».

Era presente il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, che ha ricordato come, allo scoppio della prima ondata pandemica, nel marzo 2020, i medici cubani diedero un aiuto fondamentale all’ospedale in grande affanno. «Sono venuta a Verona perché questa è una causa nobilissima. Lo sentivo come un dovere morale, perche la mia città ha ricevuto aiuto in modo generoso, straordinario e commovente da Cuba - ha raccontato -. Noi non eravamo nessuno. Eravamo un puntino lontanissimo Oltreoceano, ma distante solo 19 chilometri da Codogno, Subito dopo il primo contagio nel paese, la mattina dopo a Crema abbiamo avuto i primi accessi con sospetto Covid. Era il 21 febbraio 2020. In marzo il nostro ospedale era già preso d’assedio, la situazione stava diventando sempre più drammatica e i medici sul territorio erano soli, senza coordinate e disposizioni precise. Ad un certo punto ci è arrivata la notizia che stavano arrivando da Cuba dei medici. Abbiamo così scoperto la Brigata Henry Reeve, che da decenni si occupa di assistenza medica internazionale. Era il 21 marzo, c’era freddo, loro si presentarono in camicia. Da quel giorno è nata una storia di grandissima umanità. Noi siamo rimasti sconvolti dalla loro disponibilità e dalla loro umiltà, perché l’approccio con la medicina era diverso dal nostro: a Cuba c’è un rapporto medico-paziente diretto, umanizzante, perlopiù con cure a domicilio. Da noi 52 tra medici e infermieri hanno lavorato sia nell’ospedale, che in quello da campo, integrandosi con la nostra equipe. Ma quando la pressione è calata, hanno chiesto di poter andare nelle case. Così li abbiamo mandati in una Rsa, dove hanno prestato tutto il loro aiuto agli anziani. La città di Crema si è innamorata di loro».

Da sinistra Ferrin, Baronti, Bonaldi e Pescatori-2

Per sostenere il progetto dell’associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba “AIUTIAMO CUBA NELL’EMERGENZA”

Causale: EROGAZIONE EMERGENZA BLOCCO A CUBA
c/c postale 37185592 intestato a Associazione Nazionale Amicizia Italia-Cuba
IBAN: IT59R0760101600000037185592
c/c bancario 11096138 – Banca Etica, Milano intestato a Associazione Nazionale Amicizia Italia-Cuba
IBAN: IT09A0501801600000011096138

Per sostenere il progetto CGIL “IERI CI AVETE AIUTATO VOI – OGGI TOCCA A NOI”

Causale: CGIL CUBA IBAN: IT22W0103003201000002777900

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