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La cerimonia in piazza Bra per i 20 anni dal riconoscimento Unesco per la città di Verona

La cerimonia in piazza Bra per i 20 anni dal riconoscimento Unesco per la città di Verona

Verona da 20 anni patrimonio Unesco: «Onore da preservare con precise responsabilità»

L’importante riconoscimento risale al 30 novembre 2000: «Un orgoglio per la nostra città»

Onorare, testimoniare, impegnarsi. Sono queste le tre parole cardine con cui Verona celebra il ventennale dell’iscrizione alla lista come città Patrimonio Mondiale Unesco. Un onore come pochi, ma anche un impegno, che l'Amministrazione negli ultimi anni ha onorato con molteplici iniziative per proseguire il percorso iniziato nel 1990. Tra le iniziative più significative vi è sicuramente il progetto per valorizzare la cinta delle mura magistrali nel suo complesso, integrandola con la città.

Diverse le azioni in tale senso: dal recente MuraFestival al Bastione di San Bernardino, che ha rivitalizzato l'area da agosto a ottobre con eventi aperti a tutta la cittadinanza, alla riqualificazione del Bastione delle Maddalene come nucleo di documentazione della storia delle mura e come sede di iniziative culturali. Quindi l'iniziativa Tramonti UNESCO, organizzata tra luglio e settembre, con una una visita guidata serale lungo il tratto collinare delle mura, dal Bastione delle Maddalene fino alla Rondella di San Zeno in Monte, per ammirare il panorama di Verona all'ora del tramonto; il progetto realizzato dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università di Pavia sulle Porte asburgiche, per una conoscenza tridimensionale dei beni difensivi; la collaborazione per la candidatura del Tocatì quale bene immateriale Unesco e della Val d'Alpone come sito naturalistico patrimonio dell'umanità per i suoi fossili.

La cerimonia per l'importante anniversario si è svolta questa mattinata in piazza Bra davanti alla targa in cui è riportata la motivazione dell'iscrizione Unesco. Una piccola maratona di interventi, nel rispetto delle norme anti – Covid, a cui hanno partecipato il sindaco Federico Sboarina e l’assessore ai Rapporti con l’Unesco Francesca Toffali e il Soprintendente Vincenzo Tiné. Presenti anche la docente dell'Università di Verona Silvana Bianchi, il vicepresidente dell'Associazione Giochi Antichi Giuseppe Giacon e per l'Associazione temporanea di scopo Val d'Alpone Giamberto Bochese.

Il sindaco: «Un onore che ci richiama a precise responsabilità»

«Questi venti anni di iscrizione come sito Unesco sono un grandissimo orgoglio per la nostra città - ha detto il sindaco Sboarina -. Un onore che ci richiama a precise responsabilità, per rispettare e valorizzare sempre di più il patrimonio inestimabile che ci rende unici al mondo. Oggi, a fronte del momento storico che stiamo vivendo, questo riconoscimento assume ancora più valore, perché ci proietta a quando l'emergenza sanitaria sarà finita e noi saremo pronti a ripartire. E lo faremo con eventi degni di tale riconoscimento, in grado di generare un meccanismo positivo anche a livello di turismo e di economia».

«È fondamentale che la comunità prenda consapevolezza che questo titolo - ha aggiunto Toffali -, che deve tradursi in un rispetto e una tutela quotidiana verso la città. Tutte le azioni e i progetti fatti fino ad ora vanno in questa direzione. Ci stiamo concentrando sulla cinta muraria, è una ricchezza unica che non solo vogliamo valorizzare ma anche integrare con il tessuto urbano, affinché diventino luoghi vissuti appieno dai cittadini».

«La città di Verona – ha ricordato Tiné – è stata scelta come patrimonio Unesco per due criteri. Il primo è quello della sua struttura urbana e architettura, visto che è un esempio che si è sviluppato durante duemila anni, con elementi artistici di altissima qualità. Il secondo è il fatto di rappresentare in modo eccezionale il concetto della città fortificata in più tappe caratteristico della storia europea».

Verona patrimonio Unesco: cenni storici

L’importantissimo riconoscimento è avvenuto il 30 novembre 2000. È un elogio ai suoi cittadini, così che abbiano l’orgoglio e la responsabilità di attraversare i prossimi secoli trasmettendo ai posteri i valori che rendono unico il centro scaligero. L’impronta urbanistica, gli edifici di spettacolo e le fondamenta del periodo romano, le chiese, i palazzi e le arche monumentali del potere del Comune e della Signoria medievali, il perimetro delle mura disegnate da Cangrande della Scala tra il 1324 e il 1325, con le porte e i bastioni dalla Repubblica di Venezia e le fortificazioni del periodo degli Asburgo sono parte integrante del territorio, che lo rendono così unico e speciale in tutto il mondo.

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