Monopattini, Verona Domani: «Servono norme contro il caos». Segala: «Studiamo correttivi»

Mozione in Comune degli esponenti di Verona Domani contro il «caos generato nelle ultime settimane dall’utilizzo e abbandono indiscriminato dei monopattini elettrici in città»

Monopattini parcheggiati in piazza Bra a Verona

La querelle sull'utilizzo dei monopattini in città a Verona continua a raccogliere pareri di politici locali, tra diffidenti e convinti sostenitori, non da ultimo gli esponenti di Verona Domani. Il capogruppo in Consiglio comunale di Verona Domani Marco Zandomeneghi, il consigliere comunale Massimo Paci e Giuliano Occhipinti, presidente della Prima Circoscrizione, hanno infatti illustrato alla stampa ieri mattina i punti salienti di una nuova mozione che sarà presentata nei prossimi giorni in Consiglio, proprio per cercare di ottimizzare e porre dei paletti a quello che gli esponenti di Verona Domani definiscono il «caos generato nelle ultime settimane dall’utilizzo e abbandono indiscriminato dei monopattini elettrici in città».

L'introduzione dei monopattini a Verona costituisce probabilmente l'unica ventata di novità dal sapore vagamente europeo che la città scaligera si sia trovata a recepire negli ultimi vent'anni almeno. Non è dunque un caso che, soprattutto nelle fasce giovanili, il nuovo mezzo green per circolare abbia riscosso un così grande successo. Tra le tante presunte responsabilità che vengono in queste ore accollate alla giunta Sboarina circa tale iniziativa, l'unica che ci pare davvero aver senso di esistere è proprio quella di non aver saputo prevedere per tempo il così grande consenso ed il successo di pubblico che i monopattini elettrici hanno effettivamente riscontrato dal giorno della loro liberalizzazione. Una "colpa" che, in fin dei conti, maschera un "merito" e che, non per nulla, è l'unica che gli esponenti politici locali avversi alla maggioranza non hanno mai pubblicamente riscontrato.

Quella dei monopattini elettrici, diciamolo con franchezza, è una buona, buonissima, ottima idea. Che ad averla avuta sia una giunta per molti versi tra le più conservatrici su temi etici e biopolitici, nulla toglie all'idea di per se stessa e alla sua bontà. Circa i possibili correttivi che tale idea può e, giustamente, "deve" in questa fase di transizione ricevere, pare esserci già un discreto grado di consapevolezza proprio tra i diretti interessati, quale ad esempio l'assessore Ilaria Segala: «Il 90% delle persone che commentano pensano che non ci sia un regolamento e non ci siano sanzioni. Invece ci sono entrambe. È un periodo di sperimentazione - ha quindi aggiunto l'assessore Segala in un post su Facebook - e non ci si aspettava un successo così ampio, ora ci sono allo studio dei correttivi per il parcheggio dei mezzi». 

Il regolamento cui l'assessore Ilaria Segala fa riferimento, lo ha pubblicato sui social un altro consigliere di maggioranza, vale a dire Andrea Velardi, il quale ha poi ricordato la cronologia "politica" del processo d'introduzione dei monopattini elettrici a Verona, lasciando margini per eventuali nuove migliorie: «In 42 giorni delibera, vademecum, regolamento, intervento. Nel mezzo concertazione e tavolo di lavoro con gli operatori del settore, con varie integrazioni e disposizioni che verranno adottate. In 90 giorni "magari" sarà tutto sistemato a puntino. Si lavora. Nel frattempo si sono abbondantemente superati i 13mila download, la gente ha scoperto un mezzo nuovo, utile per micro spostamenti, è meglio di dieci Mobility Day». 

Lo avevamo scritto già ieri e lo ribadiamo in questa sede, se l'esperimento monopattini elettrici a Verona dovesse un giorno fallire, si tratterebbe di una sconfitta anzitutto "civica" prim'ancora che "politica", una sconfitta dei cittadini veronesi prim'ancora che della giunta Sboarina e dell'intera classe dirigente locale. Su questo punto è necessario essere molto chiari, in mezzo a tanta demagogia e voglia di gridare allo scandalo sui giornali locali: in materia di monopattini la responsabilità, o il suo contrario, è tutta dalla parte dei veronesi, di quei cittadini che sarebbe ora di smettere di descrivere come vittime inermi del "caos monopattini" imposto da una qualche forza malvagia esterna. Il monopattino elettrico è un'opportunità, non una sciagura, e se il suo utilizzo improprio dovesse perseverare, gli unici a cui bisognerebbe rivolgersi sono per l'appunto gli utilizzatori stessi. La sfida è molto semplice, così semplice da non voler essere vista quasi da alcuno: senso civico dei veronesi contro irresponsabilità dei veronesi, voglia di cambiare abitudini con uno sguardo volto a un futuro ecosostenibile contro desiderio di restare attaccati al passato ed alle proprie cattive attitudini in materia di mobilità.

Per quel che riguarda la normativa resta poi certo possibile proporre delle migliorie, ed è quello che gli esponenti di Verona Domani parrebbero intenzionati a fare con la loro mozione: «Urgono regole rigide e modifiche al regolamento, soprattutto in centro storico dove la situazione sta degenerando - hanno commentato i tre esponenti del movimento civico di maggioranza Marco Zandomeneghi, Massimo Paci e Giuliano Occhipinti - Premesso che i monopattini elettrici possono essere una buona opportunità di micro mobilità sostenibile e non inquinante, che la modalità sharing sia l'unica attuabile e che tali mezzi rappresentano indubbiamente una novità positiva per la nostra città anche sotto il punto di vista ambientale, occorre intervenire per regolamentare ulteriormente e migliorarne la gestione, risolvendo definitivamente le evidenti criticità che purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. Per tale motivo la mozione chiederà al sindaco e alla giunta di modificare il regolamento attuale, valutando alcune significative modifiche e responsabilizzando maggiormente non solo gli utenti, ma in primis le società di noleggio».

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Tra le principali proposte contenute nella mozione di Verona Domani vi è quella di attuare solo nel centro storico «un noleggio punto-punto e non libero, come invito agli utenti con la premialità di sconti o come obbligo». Tra le nuove indicazioni anche quella di introdurre l'«obbligo di limitatore di velocità sui mezzi che riconosca anche le zone in cui rispettare i 6 km/h», così come l'«obbligo da parte delle società di noleggio di richiedere la scansione di un documento in modo da scongiurare l'utilizzo da parte dei minori».

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