Veneto in zona gialla, Zaia: «Dobbiamo pensare che sia rosso fuoco»

Con la nuova riclassificazione delle regione italiane in base al rischio Covid, per i veneti non cambia nulla. Ma c'è una raccomandazione: «Probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese»

Luca Zaia (Foto di repertorio)

Il presidente del Veneto Luca Zaia era ottimista sulla possibilità che il Veneto potesse rimanere in zona gialla e quindi poter mantenere il regime minimo di limitazioni anti-Covid. Un ottimismo giustificato dai numeri, i quali hanno dato ragione a Zaia. Ieri, 20 novembre, c'è stata una nuova riclassificazione delle regioni italiane in base al rischio legato alla diffusione del coronavirus, ma per il Veneto nulla è cambiato: in zona gialla era ed in zona gialla rimane. Anche se con una raccomandazione. È stato infatti reso noto che il territorio veneto mostra «una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese». E quindi è stato consigliato agli amministratori «di valutare la possibile adozione di ulteriori misure di mitigazione» per ridurre il numero dei contagi.

Anche per questo, il presidente regionale ha rilasciato questo commento ad Ansa: «Non abbiamo vinto nulla e non è il caso di festeggiare. Il virus esiste e non è una fantasia, non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia. Dal punto di vista comportamentale, dobbiamo guardare a questo giallo come fosse un rosso fuoco, perché non dobbiamo avere assolutamente cali di tensione: il Covid circola e gli ospedali sono sotto pressione».

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