menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Uno dei manifesti oggetto della protesta del gruppo Non Una di Meno

Uno dei manifesti oggetto della protesta del gruppo Non Una di Meno

«Le vele mobili antiabortiste sono abusive, oltre che di cattivo gusto»

Sono Federico Benini e Michele Bertucco a prendere di mira i manifesti del Movimento Pro Vita apparsi a Verona nei giorni scorsi: «È la solita doppia morale dei soloni che vorrebbero spiegare agli altri come devono vivere la propria vita»

«Oltre ad essere contrari al buon gusto, al buon senso e all’autodeterminazione delle donne, i manifesti della campagna pubblicitaria su vele mobili del Movimento Pro Vita apparsi in questi giorni anche a Verona, risultano essere pure abusivi».

Lo affermano in una nota il capogruppo del PD cittadino Federico Benini e il capogruppo di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco. Dalle verifiche effettuate dai due firmatari della nota diffusa, sarebbe infatti emerso che «“le esposizioni pubblicitarie oggetto della richiesta risultano abusive e prive del titolo legittimante”. L’unità comunale Tributi, Accertamento e Riscossioni precisa anche che “ad oggi, non ci sono pervenuti verbali di violazione al Codice della Strada da parte della Polizia Locale” e che, non avendo indicazioni precise su dove sia possibile vedere i manifesti, non gli è possibile intervenire.
Informa tuttavia di aver già “incaricato, in data odierna, la Spread Affissioni Società Cooperativa concessionaria del servizio di affissione e defissione dei manifesti sugli Impianti Comunali di Affissione, poster, stendardi e affissioni murali, di informarci puntualmente in merito ad eventuali anomalie, irregolarità o pubblicità abusiva presenti nel territorio Comunale, per consentirci a nostra volta, di aggiornare codesta Segreteria del Consiglio”.
È la solita doppia morale dei soloni che vorrebbero spiegare agli altri come devono vivere la propria vita, ma poi dimostrano di non sapere stare al mondo. Altro che campagna choc, questa è soltanto una campagna sciocca».

Nei giorni scorsi è andata in scena anche la reazione del gruppo Non Una di Meno, che sugli stessi cartelloni ha ribadito il proprio diritto di scelta: «Sul mio corpo decido io!». La stessa associazione aveva lanciato una serie di iniziative per far rimuovere i manifesti. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Covid, Veneto in area "rosso scuro" per l'Europa. Zaia: «Dati fuorvianti»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento