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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Attualità

«Le vele mobili antiabortiste sono abusive, oltre che di cattivo gusto»

Sono Federico Benini e Michele Bertucco a prendere di mira i manifesti del Movimento Pro Vita apparsi a Verona nei giorni scorsi: «È la solita doppia morale dei soloni che vorrebbero spiegare agli altri come devono vivere la propria vita»

«Oltre ad essere contrari al buon gusto, al buon senso e all’autodeterminazione delle donne, i manifesti della campagna pubblicitaria su vele mobili del Movimento Pro Vita apparsi in questi giorni anche a Verona, risultano essere pure abusivi».

Lo affermano in una nota il capogruppo del PD cittadino Federico Benini e il capogruppo di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco. Dalle verifiche effettuate dai due firmatari della nota diffusa, sarebbe infatti emerso che «“le esposizioni pubblicitarie oggetto della richiesta risultano abusive e prive del titolo legittimante”. L’unità comunale Tributi, Accertamento e Riscossioni precisa anche che “ad oggi, non ci sono pervenuti verbali di violazione al Codice della Strada da parte della Polizia Locale” e che, non avendo indicazioni precise su dove sia possibile vedere i manifesti, non gli è possibile intervenire.
Informa tuttavia di aver già “incaricato, in data odierna, la Spread Affissioni Società Cooperativa concessionaria del servizio di affissione e defissione dei manifesti sugli Impianti Comunali di Affissione, poster, stendardi e affissioni murali, di informarci puntualmente in merito ad eventuali anomalie, irregolarità o pubblicità abusiva presenti nel territorio Comunale, per consentirci a nostra volta, di aggiornare codesta Segreteria del Consiglio”.
È la solita doppia morale dei soloni che vorrebbero spiegare agli altri come devono vivere la propria vita, ma poi dimostrano di non sapere stare al mondo. Altro che campagna choc, questa è soltanto una campagna sciocca».

Nei giorni scorsi è andata in scena anche la reazione del gruppo Non Una di Meno, che sugli stessi cartelloni ha ribadito il proprio diritto di scelta: «Sul mio corpo decido io!». La stessa associazione aveva lanciato una serie di iniziative per far rimuovere i manifesti. 

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