Martedì, 26 Ottobre 2021
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Palazzo Barbieri lancia la "Variante Verde": parte la raccolta delle domande

Lanciato il bando comunale a Verona per la riclassificazione delle aree da edificabili a agricole o naturali: «Tra le conseguenze dirette vi è, ad esempio, il significativo sgravio dell’imposizione fiscale immobiliare a carico dei proprietari dei suoli»

Da aree edificabili ad aree agricole o naturali: una riclassificazione che a Verona trova terreno fertile. Sono molte, infatti, le istanze in tal senso arrivate agli uffici comunali, da cittadini interessati a riclassificare la propria fetta di terreno.
Un passaggio che ora sarà possibile attraverso la cosiddetta 'Variante Verde', introdotta dall'Amministrazione per soddisfare questo tipo di richieste, in sintonia con gli obiettivi di contenere il consumo del suolo.
Il bando è stato pubblicato in questi giorni, c'è tempo fino alle ore 14 del 30 marzo per la presentazione delle istanze (modulistica, criteri di valutazione e informazioni sulla pagina del Comune).

Da Palazzo Barbieri fanno sapere che si tratta di una prima raccolta di tutti i soggetti interessati, dopodiché le richieste saranno vagliate dagli uffici del settore Urbanistica per poi passare all'esame della giunta. Quindi si procederà con l'inserimento delle aree nella nuova variante al Piano degli Interventi.

Saranno privilegiate le istanze riguardanti aree contigue alla zona agricola; le aree non devono ricadere in ambiti di Piani Urbanistici Attuativi (PUA) già convenzionati per non interferire nei rapporti tra privati; le aree da riclassificare saranno valutate rispetto alla loro estensione, la coerenza rispetto al contesto urbanistico di inserimento e la presenza di opere di urbanizzazione;  non devono essere aree già urbanizzate, degradate o dismesse o sottoutilizzate in quanto, per queste aree, sono da privilegiare interventi di trasformazione urbanistico-edilizia; nel caso di caratteristiche disomogenee, è possibile una riclassificazione parziale dell'area.
A riclassificazione avvenuta, l'area in questione diventerà quindi inedificabile. Per un eventuale ritorno alla destinazione agricola, sarà necessaria l'approvazione di un'ulteriore variante al Piano degli Interventi.

Il nuovo strumento recepisce le indicazioni della Regione, che con legge regionale 4/2015 sollecita l'adesione dei Comuni a politiche urbanistiche più attente alla riorganizzazione e alla riqualificazione del tessuto insediativo esistente.
La nuova opportunità è stata illustrata dall'assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala.

«Un nuovo provvedimento che punta al contenimento del consumo del suolo - ha detto l'assessore -. Nel nostro Comune la strada in questa direzione è già spianata, ma ben vengano ulteriori opportunità che possano rispondere alle esigenze e richieste dei cittadini. Rispetto al passato è senza dubbio un percorso in controtendenza, tuttavia, insieme alle politiche urbanistiche cambiano anche le esigenze dei privati. Tra le conseguenze dirette della riclassificazione delle aree da edificabili ad agricole, vi è, ad esempio, il significativo sgravio dell’imposizione fiscale immobiliare a carico dei proprietari dei suoli interessati, a fronte della rinuncia volontaria ai diritti acquisiti».

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