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«Valle dei Mulini patrimonio naturale da difendere. No a nuova cementificazione»

Contro l'ipotesi di riqualificazione dell'area naturalistica di Costermano del Garda, una sessantina di associazioni ambientaliste hanno lanciato un appello raccolto dalla consigliera regionale Bigon e dall'europarlamentare Gualmini

Sono una sessantina le associazioni ambientaliste che hanno sottoscritto l'appello in difesa della Valle dei Mulini di Costermano del Garda. E la loro causa ora è stata presa in considerazione anche dalla politica locale e non solo.

Il gruppo di associazioni si è schierato contro il progetto denominato "Costermano sul Garda 2025 - Outdoor Paradise - La Valle dei Mulini", approvato dalla giunta comunale di Costermano. Il masterplan di questa iniziativa prevede la realizzazione di un ponte sospeso di 300 metri che attraverserebbe la valle oltra a «un campeggio di lusso, una mostra di arte ambientale, l'ampliamento di alcuni edifici, la predisposizione di torri, passerelle e piattaforme nella forra della Valle Strova ed un parcheggio da 400 posti auto e 10 pullman a Marciaga», scrivono gli ambientalisti. L'intento dunque è quello di creare nella Valle dei Mulini un'attrazione in grado di attirare molti turisti. Ma il turismo di massa potrebbe rompere gli equilibri naturali di questo Sito di interesse comunitario (Sic). «Queste aree protette sono state istituite per tutelare ambienti naturali e seminaturali particolarmente preziosi e fragili, all'interno dei quali vivono specie animali e vegetali rare, spesso a rischio di estinzione. È il caso, ad esempio, del velo da sposa (Gypsophila papillosa Porta), un fiore che nel mondo e? presente unicamente in questo ristretto areale, o del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), ormai scomparso da gran parte dei luoghi nei quali era presente ma ancora presente nella Valle dei Mulini e nella Valle Strova - si legge nell'appello - Potrebbero queste specie, insieme ad altre, sopravvivere agli interventi prospettati e all'arrivo di migliaia di turisti? E si e? tenuto conto del rischio idrogeologico, evidenziato clamorosamente dall'ultima frana? Quali sono gli interessi reali e duraturi per l'intera comunita?? La nostra profonda convinzione e? che il destino di questa valle debba essere unicamente quello della sua cura e della custodia rigorosa del suo inestimabile valore naturale».
L'invito delle numerose associazioni, rivolto agli amministratori di Costermano, è quello di ripensarci e di non portare avanti un progetto che potrebbe trasformare la Valle dei Mulini «in un dannoso e caotico parco divertimenti».

A condividere l'appello per la Valle dei Mulini è stata la consigliera del Partito Democratico Anna Maria Bigon, pronta a presentare una mozione in consiglio regionale. «La Valle dei Mulini è un patrimonio di tutti e va difeso dalla cementificazione e dal turismo di massa - ha detto Bigon - Il Veneto è già oggi la seconda regione d'Italia per consumo di suolo, non c’è bisogno di ulteriore cementificazione, a maggior ragione in determinate aree».
Ed anche l'europarlamentare Elisabetta Gualmini è intervenuto esprimendo perplessità sul progetto "Costermano sul Garda 2025 - Outdoor Paradise". «Non credo che serva la deturpazione di un paesaggio straordinario per far crescere economia e turismo - ha dichiarato Gualmini - La Valle dei Mulini è una zona naturale difesa a livello europeo. La valle non ha bisogno di un ponte e dell'aumento di cubatura delle strutture già esistenti, bensì di una politica di sviluppo turistico sostenibile, rispettosa dei luoghi del silenzio, che promuova le attività naturalistiche, le gite in bicicletta e le lunghe passeggiate. L’ipotesi di costruire su un’area di 4.600 metri cubi stride con la necessità di rispettare il territorio. La valle non può e non deve essere luogo e meta di un turismo di massa; serve semmai una politica turistica che incontri la natura, ne colga gli aspetti basilari e la valorizzi, rispettando la biodiversità».

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