Valeggio apre l'ospedale di comunità ai pazienti Covid-19 in via di guarigione

La struttura al momento ospiterà le persone uscite dalla fase acuta, per poi diventare il luogo di cura e di riabilitazione anche per i valeggiani che ne avranno bisogno

Un momento dell'inaugurazione

Nella mattinata di lunedì 4 maggio è stato inaugurato l'ospedale di Comunità di Valeggio sul Mincio, che mette dunque a disposizione sul territorio un altro servizio fondamentale per il benessere del cittadino e delle persone che ne avranno bisogno.

Uno dei principali problemi che ha dovuto affrontare Valeggio in queste settimane (come altri comuni) è stato senz’altro il rientro a casa di pazienti positivi al SARS Cov-2, che dopo aver superato la fase acuta in ospedale necessitano di una prosecuzione delle cure.
Queste persone, in via di guarigione ma non ancora negativizzate, presentano il rischio di contagiare i propri congiunti, nell’evenienza in cui non dispongano di un’abitazione con spazi adeguati a consentire loro di rimanere isolati dai familiari/conviventi.
Il rischio quindi è quello che i pazienti che rientrano a casa contagino i familiari e che questi, a loro volta, portino il virus all’esterno.
Per dare una risposta a questo problema, l’Ulss 9 Scaligera ha deciso di destinare agli ospedali di comunità le persone non più in fase acuta, ma che devono proseguire con le ultime cure per negativizzare il virus.
Valeggio sul Mincio aspetta da oltre 10 anni l’ospedale di comunità, un luogo destinato a persone fragili e che hanno la necessità di ricevere cure specifiche vicini a casa.
La situazione di emergenza che stiamo vivendo ha favorito l’apertura della struttura di Valeggio che al momento ospiterà i pazienti che sono usciti dalla fase acuta della malattia da SARS Cov 2 e che hanno bisogno di cure di tipo ospedaliero o di riabilitazione ancora per qualche giorno, per poi diventare il luogo di cura e di riabilitazione anche per i valeggiani che ne avranno bisogno.
Nell'emergenza Covid, Valeggio offrirà un altro servizio per la nostra e per le altre comunità, senza alcun pericolo per i valeggiani, dato che l'accesso e la dimissione di questi pazienti avverranno nella parte opposta dell'ospedale rispetto all'ingresso anteriore utilizzato per le attività attualmente presenti (UTAP, centro prelievi, servizio vaccinazioni...). In questa parte saranno dedicati percorsi e ascensori specifici che serviranno quest’area e saranno bloccati per il resto dei piani e quindi non accessibili da altri.
Come per tutti i reparti dedicati all'emergenza, anche per questo non saranno possibili visite di parenti e gli unici che accederanno al reparto saranno, oltre i pazienti stessi, il personale sanitario. Inoltre, i pazienti non potranno uscire dal reparto se non per eseguire accertamenti in altra sede, sempre da percorso dedicato o per la dimissione.

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Alessandro Gardoni in ospedale-2
Alessandro Gardoni

Lunedì mattina, con sopralluogo a cui hanno partecipato il sindaco Alessandro Gardoni, l'assessore Veronica Paon, la rappresentate dei medici di Medicina Generale, la dottoressa Veronica Messetti, e il dottor Marco Mazzi delegato Ulss9 all’interno del COC (Centro Operativo Comunale) di Valeggio, è stato constatato che non vi è alcun punto di incontro o commistione tra i pazienti che afferiscono alle aree già attive nel centro Polifunzionale e i pazienti che accederanno all'ospedale di comunità.
Dal sopralluogo è emersa inoltre, grazie ad osservazione della dottoressa Messetti, un'ulteriore possibilità per i cittadini: non solo accoglierà i positivi dimessi dagli ospedali che hanno superato l'acuzie, ma anche i valeggiani che, già a casa dopo dimissione, causa persistenza dei sintomi avranno bisogno di ulteriori cure ospedaliere.
Si ricorda che all'interno del Centro Polifunzionale sono già attivi altri servizi per emergenza COVID19; una postazione SISP (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) e una sede USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) che tramite colloqui telefonici e visite a domicilio supportano l'assistenza territoriale dei pazienti positivi.

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