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Valdegamberi preoccupato per il piccolo Marco. «Situazione drammatica»

Il consigliere regionale veronese chiede l'intervento del Garante dei diritti della persone della Regione Veneto per sbloccare l'impasse in cui è finito il bambino di tre anni

Foto di repertorio

Mi rivolgo al Garante dei diritti della persone della Regione Veneto chiedendo un'ispezione ed eventualmente una denuncia penale per i responsabili.

Chi si rivolge è il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi, intervenuto ancora una volta per tentare di sbloccare la situazione del piccolo Marco (nome di fantasia), bimbo di tre anni che lo scorso 13 gennaio è stato tolto alla famiglia affidataria e consegnato ad un istituto per l'adozione.
Già Valdegamberi si era esposto sulla vicenda, denunciandola subito e poi coinvolgendo altri colleghi in consiglio regionale con cui ha scritto una lettera al tribunale, affinché venissero riesaminate le carte che hanno portato alla decisione dell'allontanamento dalla famiglia che lo aveva avuto in affido.
Il consigliere regionale si dice preoccupato: «Mi giungono informazioni che la situazione è sempre più drammatica - scrive Valdegamberi - Il bambino non ha ricevuto nessuna visita dalla psicologa e le relazioni dell'educatrice che si occupa di lui sono catastrofiche. Il bambino sta subendo dei danni che probabilmente incideranno permanentemente nella sua vita. Mentre prima era un bambino solare che giocava con gli altri, socievole, adesso si rifiuta di giocare e cerca solo un rapporto stretto con l'adulto. Non è sereno e sembra che questo stato lo stia portando alla depressione».

E la situazione del piccolo Marco è difficile anche a livello legale. Erano state disposte delle perizie sulla famiglia affidataria, sui nonni e anche sulla mamma biologica del bimbo. Una decisione che aveva fatto sperare in una risoluzione della vicenda. E invece, ancora nulla è cambiato, e gli stessi giudici sembrano essere in disaccordo tra di loro. Da una parte ci sarebbe un tribunale che avrebbe ordinato di interrompere le visite dei genitori affidatari a Marco. Questo perché sarebbe spuntata una nuova famiglia pronta ad adottare il bambino. Dall'altra parte però c'è una Corte d'Appello che inviterebbe addirittura ad aumentare gli incontri tra Marco e la famiglia che finora lo ha cresciuto.

Nel frattempo Stefano Valdegamberi si rivolge anche al Parlamento chiedendo di modificare «questa normativa assurda che delega al giudizio soggettivo di pochi le sorti della vita di un bambino».

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