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Green pass e lavoro, stime Cgia: «In Veneto 13,3% degli occupati non è vaccinato. Tamponi insufficienti»

Secondo la Cgia sarebbero un milione in Italia i lavoratori senza green pass, il dubbio: «Come mai gli imprenditori non hanno denunciato alcun problema organizzativo?»

Ieri, venerdì 22 ottobre, i «lavoratori italiani senza alcun vaccino» sarebbero scesi a poco meno di «2,7 milioni (pari al 12,2 per cento del totale occupati)». Se a questi ultimi togliamo le 350 mila persone che per ragioni di salute sono esenti dal possesso del certificato verde e 1,3 milioni di addetti che regolarmente si sono sottoposti al tampone durante la settimana, «rimarrebbero "scoperti", ovvero senza green pass, circa un milione di occupati». Queste stime sono state calcolate dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre. La domanda che sorge sulla scorta di tale analisi dei dati è dunque la seguente: «Come mai, nonostante tutte queste assenze, gli imprenditori non hanno denunciato alcun problema organizzativo?». La stessa Cgia instilla il dubbio e si dà questa risposta: «Forse perché le cose sono andate diversamente. Infatti, la sensazione è che molti dipendenti senza green pass abbiano "aggirato" le disposizioni previste dal decreto legge, recandosi comunque in fabbrica o in ufficio. I controlli, così come previsti dalla norma, - aggiunge in una nota la Cgia - non sarebbero particolarmente stringenti».

Cgia: «Tamponi insufficienti per fronteggiare le richieste»

Altro tema spinoso affrontato dalla Cgia è quello della tenuta del sistema tamponi Covid sulla scorta dell'aumentata richiesta dallo scorso 15 ottobre a seguito dell'entrata in vigore dell'obbligo del certificato verde sui luoghi di lavoro. A discapito di ogni facile annuncio e proclama, le lunghe code fuori dalle famacie che, peraltro, coinvolgono indiscriminatamente anche chi del tampone avrebbe bisogno per motivi sanitari, sono lì a testimoniare negli ultimi giorni di un'evidente difficoltà a fornire adeguato servizio ogni 48 ore agli irriducibili lavoratori contrari al vaccino e che puntano ad ottenere il green pass attraverso i test negativi.

La Cgia conferma quest'impessione generalizzata: «Sebbene in questa ultima settimana ci sia stata una forte impennata, risulta evidente a tutti che il numero dei tamponi eseguibili ogni giorno dalle farmacie e dalle strutture pubbliche e private presenti nel Paese è inferiore alle richieste avanzate dai lavoratori». Lo stesso Ufficio studi della Cgia di Mestre spiega che «per fronteggiare questa situazione è intervenuto anche il Commissario straordinario per l’emergenza Covid», il quale «ha chiesto alle Regioni di consentire alle farmacie la realizzazione dei tamponi oltre l’orario di apertura e anche nei giorni di chiusura di queste attività».

Sud Italia, ma anche Bolzano e Aosta: i picchi di lavoratori no-vax

L’Ufficio studi della Cgia, da un lato, ribadisce «con forza che solo attraverso l’incremento del numero dei vaccinati possiamo sconfiggere la pandemia e agganciare stabilmente la ripresa economica». D'altro canto, la stessa Cgia spiega che «a livello regionale la stima del numero degli occupati non ancora vaccinati vede la Provincia Autonoma di Bolzano guidare la graduatoria con 42.150 no vax, pari al 17,5 per cento sul totale occupati». A seguire vi sarebbero poi «la Sicilia con 204.605 addetti senza alcun vaccino (15,7 per cento del totale), le Marche con 91.105 lavoratori senza alcuna immunizzazione (15,1 per cento del totale) e la Valle d’Aosta con 7.872 (15 per cento del totale)».

La «macro area dove la situazione è più critica», secondo i dati riportati dalla Cgia, sarebbe dunque «il Mezzogiorno», dove «la stima degli addetti senza alcun vaccino sfiora i 767mila occupati, pari al 13,1 per cento del totale». Un po' al di sopra della media nazionale (12,2 per cento) è la situazione in Veneto, dove si stima che il 13,3 per cento degli occupati risulti essere non vaccinato. In numeri assoluti, sempre secondo le cifre fornite dalla Cgia, si tratterebbe di circa 272.737 persone

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