Girardi: «In questa fase non ci dobbiamo dimenticare dei mesi passati»

Il direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera ha fatto il punto della situazione dell'emergenza Covid nelle case di riposo, ma ha voluto anche lanciare un appello alla responsabilità di tutti

 

Il punto della situazione sulla diffusione del coronavirus nelle case di riposo veronesi, anche dal punto di vista di un infettivologo che ha operato insieme ad altri colleghi proprio all'interno di queste strutture; una relazione del Sian, il servizio igiene alimenti e nutrizione, anch'esso coinvolto nel piano di contenimento di Covid-19; e un focus sulla riabilitazione. Questi gli argomenti affrontati oggi, 8 maggio, dall'Ulss 9 Scaligera.

Ad introdurre l'incontro il direttore generale Pietro Girardi, il quale ha descritto l'attuale andamento dell'emergenza coronavirus nelle residenze per anziani della provincia di Verona. «La situazione è stabile e sotto controllo - ha dichiarato Girardi - In tutte le case di riposo sono stati eseguiti test rapidi e test a tampone a tutti gli ospiti e a tutti gli operatori. In alcune strutture siamo al secondo giro di test, in altre addirittura il terzo giro. Gli anziani positivi al coronavirus sono circa 600 sui circa 5.500 totali, mentre sono circa 377 i lavoratori positivi al virus ed anche in questo caso su circa 5.500 totali. E quasi la metà delle case di riposo veronesi non ha avuto nessun caso positivo».
Girardi ha poi aggiunto che con i test rapidi sono iniziati i controlli anche nelle forze dell'ordine ed è in programma l'allargamento di questi test anche tra i militari dell'esercito e tra dipendenti delle amministrazioni comunali. «Abbiamo iniziato i test anche nel settore della semi-residenzialità, in vista di una possibile riapertura in data 18 maggio - ha aggiunto il direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera - Per il momento stiamo controllando gli operatori, poi, se i genitori daranno il consenso, potremo sottoporre a test gli ospiti dei centri diurni».

E sull'attività delle case di riposo, è stato mostrato l'intervento del dottor Gabriele La Rosa, medico infettivologo e direttore delle cure primarie del distretto 3 dell'Ulss 9 Scaligera.

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Dopo l'intervento del dottor La Rosa, Girardi ha voluto aggiungere un commento: «Vorrei che tutti si ricordassero dei mesi che abbiamo appena passato. È iniziata una nuova fase che è ancora più difficile di quella trascorsa. Prima bastava restare in casa. Adesso si può uscire, ma dobbiamo avere rispetto per noi e per gli altri». 

Il diretto del Sian Giovanni Sandri ha poi diffuso una relazione sull'attività svoltà dalla sua unità durante l'emergenza coronavirus. Ed, infine, è intervenuto anche il direttore del dipartimento di riabilitazione dell'Ulss 9 Scaligera Gaspare Crimi, il quale ha voluto condividere alcuni aspetti dell'emergenza: «Nel periodo più buio dell'epidemia, vedere i primi pazienti Covid che, dopo la riabilitazione, tornavano a casa fu la prima luce di speranza che ci si accese - ha raccontato Crimi - Inoltre, non mi aspettavo le tante donazioni che abbiamo ricevuto. Ed, infine, per la prima volta, alcuni pazienti dimessi dall'ospedale si sono voluti far fotografare all'uscita, con gli operatori o il caposala. Probabilmente i pazienti hanno vissuto questa esperienza in modo particolare».

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