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Nel giardino di una scuola media di Verona piantato un "Ulivo di Via D'Amelio"

Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992, circondata dagli studenti della scuola secondaria Verdi ha assistito alla piantumazione dell'albero che unirà simbolicamente Verona a Palermo nella lotta alla criminalità organizzata

Anche Verona ha il suo "Ulivo di Via D'Amelio". Questa mattina, 2 dicembre, nel giardino delle scuole medie Verdi, Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992, circondata dagli studenti, ha assistito alla piantumazione dell'albero che unirà simbolicamente Verona a Palermo nella lotta alla criminalità organizzata. A mettere l'ultimo strato di terra è stato il sindaco Federico Sboarina, accompagnato dagli assessori all'istruzione Maria Daniela Maellare, ai giardini Marco Padovani e dai consiglieri comunali Roberto Simeoni e Thomas La Perna. Presenti, inoltre, la dirigente scolastica Daniela Miceli e Roberta Spallone, responsabile dei "Percorsi di Legalità" dell’Ufficio scolastico provinciale.

incontro studenti fiammetta borsellino-2

«Ci sono avvenimenti che rimangono per sempre impressi nella nostra memoria - ha detto Sboarina - Quando ebbi la notizia della morte di Borsellino ero al mare, in vacanza, guardavo il Tour de France. Era una giornata spensierata che, all’improvviso, divenne buia. A quel tempo la mafia sembrava una cosa lontana da Verona, anche se era solo frutto di un preconcetto legarla ad alcuni territori. Oggi siamo consapevoli, invece, che è anche tra di noi. Spesso invisibile o perpetrata da persone che all'apparenza sembrano per bene. Viviamo in un territorio ricco, che attrae affari, e quindi anche la criminalità organizzata. Ma ognuno di noi ha la possibilità di scegliere da che parte stare. Se fare il bene o il male, per noi e la nostra comunità. Voi giovani sarete i protagonisti di domani, qui in mezzo potrebbe esserci il futuro sindaco di Verona. È a voi, allora, che chiediamo di mettere a frutto la testimonianza di oggi, di essere ambasciatori di legalità. Vorrei che questa mattinata si imprimesse nella vostra memoria. Così come l’incontro con questa donna, che da anni porta avanti con grande responsabilità un’eredità enorme».
«Qualche giorno dopo l’attentato che uccise mio padre, mia nonna decise di farsi portare da Gerusalemme un ulivo - ha spiegato Borsellino - Lo ha fatto piantare dove l’esplosione dell’autobomba aveva formato un vero e proprio cratere. Tutti erano contrari, i tecnici del Comune dicevano che non sarebbe mai sopravvissuto, che non c’era il terreno adatto. Ma lei lo volle fermamente. Oggi, dopo quasi 30 anni, quella pianta è rigogliosa e fruttifera, ogni anno a luglio vengono distribuite le olive prodotte dall’albero. È l’esempio a fare la differenza. Quello di ciascuno di noi e delle istituzioni, che possono farvi crescere in maniera sana e forte».
«La cura degli spazi non deve essere prioritaria solamente quando questi invecchiano, ma deve essere una attività quotidiana, affinchè acquisiscano valore - ha aggiunto la dirigente Miceli - Ecco perché assieme agli studenti vogliamo piantare questo ulivo nel nostro giardino, una perla di legalità».
«Una bellissima occasione per i nostri ragazzi che, grazie all'impegno della scuola, possono toccare con mano il tema della legalità attraverso la testimonianza di Fiammetta Borsellino - ha sottolineato Maellare - E acquisire consapevolezza nel diventare cittadini attivi e responsabili».
«Un gesto simbolico ma importante per la nostra città - ha concluso Padovani - Siamo impegnati nella lotta alla criminalità organizzata, così come alla riforestazione urbana. Oggi uniamo questi due obiettivi con un’ulteriore piantumazione, arrivando a quota 18mila nuove piante in quattro anni».

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