Trasporto scolastico, via alle adesioni. Bozza: «Confusione e timori nelle famiglie veronesi»

«Confusione e timore nelle famiglie che hanno iscritto i propri figli in scuole che magari non hanno la sede nel quartiere di residenza», così commenta il consigliere Alberto Bozza

Scuolabus

Il Comune di Verona fa sapere in un annuncio ufficiale sul proprio portale istituzionale di assicurare anche quest'anno «il trasporto delle alunne e degli alunni delle scuole primarie statali per consentire loro il raggiungimento della più vicina sede scolastica, così come prevede lo stesso servizio per gli asili nido, le scuole dell’infanzia e le scuole secondarie di 1° grado». Il Comune di Verona specifica quindi che «intende, anche per l’anno scolastico 2020/2021, garantire il trasporto delle alunne e degli alunni, sostenendo per quanto possibile, e comunque nel rispetto degli equilibri di bilancio, la spesa delle famiglie».

La medesima nota sottolinea tuttavia che quest'anno «si dovrà tener conto anche dell’organizzazione che tutte le predette istituzioni scolastiche dovranno mettere in atto per rispettare le disposizioni statali in materia di contenimento della diffusione da contagio Covid-19». In particolare viene ricordato che «le scuole potranno istituire orari scolastici di entrata ed uscita differenziati e lo Stato potrebbe stabilire misure precauzionali sul servizio di trasporto stesso, come una capienza limitata di posti sugli scuolabus». Di qui dunque alcune considerazioni specifiche e cautelative: «In questo quadro di incertezza e solo ai fini organizzativi, - evidenzia l'annuncio del Comune - è opportuno raccogliere le preadesioni delle famiglie, fermo restando fin d’ora che il servizio sarà attivato solo nel caso in cui la normativa in materia di emergenza sanitaria lo consenta ed in ragione dei costi da sostenere in rapporto alle risorse di bilancio disponibili».

Inoltre, il Comune di Veronna evidenzia che al pari dei precedenti anni «il servizio di trasporto scolastico potrà essere eventualmente attivato solo al raggiungimento del numero minimo di 10 richieste per tragitto. L’Amministrazione si riserva, inoltre, qualora non fosse possibile accogliere tutte le richieste di preadesione, di adottare una graduatoria di ammissione al servizio». Sull'argomento è intervenuto polemicamente il consigliere comunale di minoranza a palazzo Barbieri Alberto Bozza: «È uscito finalmente l'avviso sul sito del Comune di Verona della possibilità per le famiglie veronesi di effettuare le preadesioni on line per il servizio di trasporto scolastico 2020/2021 per i propri figli. Un ritardo imbarazzante, - commenta il consigliere Bozza - se si pensa che le scuole riprenderanno il 14 settembre. Complice senz'altro il periodo difficile di gestione post Covid e l'incapacità politica e l'inadeguatezza di questo governo e del ministro Azzolina che hanno gettato nel caos le famiglie italiane. A ciò si aggiunga la cronica lentezza e la mancanza di capacità di programmare ed organizzare a cui questa amministrazione, purtroppo, ci ha abituato in questi tre anni».

Scendendo più nel dettaglio, il consigliere Alberto Bozza evidenzia quello che a suo avviso costituisce il principale problema in merito all'organizzazione comunale del servizio di trasporto scolastico: «La linea che viene impartita da Palazzo Barbieri è quella di privilegiare "il raggiungimento della più vicina sede scolastica" ed al tempo stesso le famiglie vengono avvertite che, riporto testualmente dal sito del Comune"prima di effettuare la domanda di preadesione, si invita a consultare i file con le fermate indicative in allegato, che nel rispetto della normativa sopra indicata, possono comprendere solo le soste più vicine alle sedi scolastiche. Eventuali richieste differenti (via alternativa) potranno essere valutate solamente se coerenti alle disposizioni normative". Questo, - commenta il consigliere di minoranza Alberto Bozza - sta creando confusione e timore nelle famiglie che hanno iscritto i propri figli in scuole che magari non hanno la sede nel quartiere di residenza. Un esempio pratico può essere quello di un bambino residente a Quinzano che deve recarsi a scuola alle "Rita Rosani" in via Santini: secondo quanto previsto dalle disposizioni dell'amministrazione, il bambino in questione avrebbe garantito il servizio di trasporto solo se si recasse alla scuola di Quinzano e non a quella di Ponte Crencano. Un controsenso che farebbe venir meno il principio di garantire il reale servizio a tutte le famiglie veronesi in equal misura, - conclude il consigliere Alberto Bozza - soprattutto per quelle che avessero difficoltà a portare i propri figli a scuola».

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