Stop a bus notturni e ai "bis" per le scuole: come cambia il trasporto pubblico a Verona

Con l'entrata in vigore dell'ultimo Dpcm, scatta il coprifuoco dalle ore 22, la didattica a distanza al 100 % per scuole superiori e università e, teoricamente, la diminuzione degli spostamenti non necessari

 

Stop agli autobus in tarda serata nelle ore della movida, ma non di quelli diretti a ospedali e stazione; riduzione anche delle linee bis di rinforzo negli orari di punta delle scuole. Anche il servizio di trasporto pubblico locale viene rivisto alla luce del nuovo decreto ministeriale che entra in vigore oggi, 6 novembre, e che prevede coprifuoco dalle ore 22, didattica a distanza al 100 % per scuole superiori e università e, soprattutto, la diminuzione degli spostamenti non necessari. Una raccomandazione quest’ultima che inciderà comunque sull’utilizzo dei mezzi pubblici. Ecco perché l’Ente di Governo del Trasporto Pubblico Locale ha deciso venerdì mattina di rivedere corse e linee, senza però operare tagli trasversali. L’obiettivo, infatti, è continuare a garantire un servizio efficiente, soprattutto per chi utilizza l’autobus per recarsi a lavoro. Mentre con le scuole è già stato avviato un confronto per assicurare le corse secondo le esigenze della didattica in presenza prevista dal Dpcm, come i laboratori.

Venerdì mattina il sindaco Federico Sboarina e l’assessore ai Trasporti Luca Zanotto hanno fatto il punto di quello che succederà nelle prossime ore, anche in base ai dati che Atv fornirà sull’occupazione effettiva degli autobus. Il tutto per recepire le ultime misure governative, che hanno in poche ore cambiato lo scenario. Solo lo scorso 2 novembre, infatti, per evitare ogni tipo di assembramento, erano stati inseriti ben 154 nuovi autobus. Mezzi che circolavano soprattutto nelle ore di punta. Un supporto aggiuntivo che con gli studenti a casa e il coprifuoco potrebbe non essere più necessario. Così come le 23 linee serali e notturne.

«Garantire i servizi del trasporto pubblico è la nostra priorità, per questo abbiamo scelto la via della massima flessibilità – ha spiegato il sindaco -. Erano appena entrati in servizio 154 nuovi bus, proprio per supportare le scuole negli orari di punta ed evitare che gli studenti creassero assembramento, ma poi in tre giorni ci troviamo nella situazione esattamente opposta, con i ragazzi a casa e il coprifuoco. È vero che la capienza dei bus è stata dimezzata, ma anche gli spostamenti si ridurranno notevolmente. Una ridefinizione delle corse è quindi necessaria, ma sempre con la tutela delle esigenze primarie».

«Abbiamo chiesto ad Atv di studiare, da oggi e per qualche giorno, il tasso di occupazione degli autobus, in modo da ridefinire l’intera rete alla luce delle reali esigenze dei veronesi – ha affermato Zanotto -. Interverremo sulla frequenza, eliminando solo le corse che realmente non vengono utilizzate in questo momento, penso agli orari non di punta e a quelle dirette alle scuole, che adesso sono praticamente tutte in didattica a distanza. Abbiamo già chiesto agli istituti scolastici di farci sapere la nuova programmazione, soprattutto delle lezioni di laboratorio che richiedono la presenza degli studenti, per coprire quegli spostamenti e garantire ai ragazzi il servizio. Per quanto riguarda invece l’extraurbano resta essenziale mantenere i collegamenti con tutta la provincia».

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