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Stop a Ikea, tosiani critici: "Scelta scellerata, un danno enorme per la città"

L'amministrazione Sboarina ha bloccato il progetto che avrebbe portato all'insediamento di Ikea alla Marangona. Bozza: "Così si rinuncia a mille nuovi posti di lavoro e alla variante alla Statale 12"

Ennesima scellerata scelta del sindaco Sboarina. Un danno alla città enorme, un danno economico, un danno occupazionale senza precedenti, un danno infrastrutturale.

Il tosiano Alberto Bozza, insieme all'ex sindaco di Verona Flavio Tosi, aveva descritto come una "grande occasione" l'insediamento di Ikea alla Marangona. Per questo il suo non poteva che essere un commento molto critico alla decisione da parte dell'attuale amministrazione di bloccare il progetto Ikea

È stato detto No a mille nuovi posti di lavoro, No alla variante della Statale 12, No alle commissioni che i nostri mobilifici e i nostri artigiani avrebbero avuto, No al lavoro che le imprese avrebbero avuto nella costruzione del centro Ikea, No al prestigio e all'immagine che avrebbe ottenuto Verona, No all'appello di imprenditori e categorie della nostra città che si erano spesi a favore - scrive Bozza - Ma non era con questa maggioranza che Zaia avrebbe garantito maggior sostegno a Verona negli investimenti e nello scenario Veneto? Non era qualche illustre membro di questa maggioranza, oggi anche onorevole, che a fine mandato scorso sosteneva che era opportuno portare avanti Ikea con un'amministrazione più amica a Zaia, proprio per non comprometterne l'esito positivo? Mentre oggi è colpa della Regione se Ikea non si può fare.

Dalla parte di Sboarina si è invece schierato il Popolo della Famiglia di Verona che così ha descritto l'insediamento di Ikea alla Marangona: "Una azione speculativa a danno di molti e a vantaggio di pochi".

"Se da un lato questa iniziativa poteva portare posti di lavoro, dall'altra ne avrebbe massacrati a centinaia nel già sofferente comparto del mobile veronese che avrebbe dovuto accettare commesse da miseria", ha commentato Filippo Grigolini, presidente del PdF di Verona. E il responsabile del Popolo della Famiglia nei quartieri interessati dall'opera, Berardo Taddei, chiosa: "Ikea avrebbe costretto centinaia di persone al lavoro domenicale, nuova schiavitù dei tempi moderni. I quartieri limitrofi avrebbero sofferto dell'inquinamento portato dal traffico di centinaia di migliaia di auto".

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