Tonno e cracker in mensa ad un'alunna, a Minerbe non è il primo caso

Lo ha raccontato il sindaco Andrea Girardi, descrivendo come simbolica la sanzione. Il primo caso è stato a dicembre e coinvolse due bambini, ma in quel caso non si accese la protesta

Municipio di Minerbe (Foto Gmaps)

Continua ad essere al centro dell'attenzione il Comune di Minerbe per il caso del tonno e cracker serviti in mensa ad una bambina della scuola elementare Zanella, perché i genitori non erano riusciti a pagare la retta del servizio. Una sanzione simbolica, durata un giorno e utilizzata per la seconda volta dall'amministrazione guidata dal sindaco Andrea Girardi. Il primo caso è accaduto a dicembre e a mangiare tonno e cracker furono due bambini, sempre per lo stesso motivo: il mancato pagamento del costo della mensa. A riferirlo è stato lo stesso Girardi ad Emilio Randon del Corriere di Verona, specificando che a dicembre nessuno aveva protestato.
Adesso invece il caso è diventato nazionale, con tanto di interrogazioni e mozioni in parlamento e pioggia di critiche piovuta sul sindaco leghista Girardi. Critiche che proseguono ancora, con la deputata veronese del Partito Democratico Alessia Rotta che scrive: «La Lega, ancora una volta, mostra il suo volto disumano. Non ammette di non essere in grado di predisporre per i più fragili serie politiche di welfare, così punisce e umilia una bambina. Non è una buona amministrazione quella che priva una bambina del pasto perché i genitori non sono in regola con i pagamenti. Se ci sono famiglie in difficoltà, il Comune dovrebbe aiutarle e non rivalersi su un minore».

Ma oltre alle critiche, la storia ha acceso anche la generosità di alcuni cittadini che si sono offerti di coprire le spese della mensa alla bambina. Tra loro, anche il calciatore dell'Inter Antonio Candreva che ieri, 10 aprile, ha effettuato il pagamento alla scuola elementare di Minerbe. «Antonio Candreva ha dato la sua disponibilità a dare un contributo per saldare i conti della mensa scolastica - ha precisato Girardi - Ma visto che era già stato saldato dal Comune, ci siamo accordati con lui e con il suo collaboratore, di dare un contributo generico per la nostra scuola».

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