Tirocinio in azienda e inserimento per aiutare i ragazzi in difficoltà: firmato l'accordo a Verona

«Riconfermare questo importante progetto - ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali del Comune Stefano Bertacco – significa dare ad altri ragazzi la possibilità di crescere e di diventare autonomi, attraverso percorsi di inserimento lavorativo in vere e proprie aziende»

La firma del protocollo d'intesa per il progetto di contrasto al fenomeno del disagio giovanile

Ogni anno, una quindicina di ragazzi in difficoltà, dai 16 ai 24 anni, accedono a percorsi di inserimento lavorativo. Si tratta di giovani in situazioni di disagio psico-sociale e familiare, seguiti dai servizi sociali perché figli di genitori assenti dal punto di vista educativo o con alle spalle abbandoni scolastici. Ma anche minori che hanno commesso reati e ai quali vengono accordate misure alternative al carcere. Dopo essere stati coinvolti in un percorso di orientamento, i ragazzi hanno la possibilità di effettuare un vero e proprio tirocinio all’interno di un’azienda. Molti chiedono di fare esperienza come baristi o giardinieri, ma anche come agricoltori o meccanici. Ad ogni ragazzo viene proposto il lavoro più adatto alla sua personalità e alle sue competenze. E la metà di loro riesce a trovare un’occupazione subito dopo lo stage.

Un progetto importante realizzato dal Cim-Comitato per l’inserimento dei minori e dei giovani in difficoltà, assieme al Comune di Verona, all’Ufficio Servizi Sociali Minorenni del Ministero della Giustizia e a Casa San Benedetto dell’Istituto Don Calabria. Il protocollo d’intesa, attivo da vent’anni, è stato rinnovato ieri mattina. A siglare l’atto ufficiale l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Verona Stefano Bertacco, la presidente del Cim Paola Cesari, la responsabile dell’ufficio Servizi sociali del Tribunale dei Minori di Venezia Francesca Castellan e il direttore della Casa San Benedetto Silvio Masin.

I ragazzi, segnalati dal Tribunale o dal Comune di Verona, vengono presi in carico dal Cim e accompagnati in un percorso di orientamento dalla Casa San Benedetto. L’inserimento lavorativo, seguito da tutor e assistenti sociali, avviene attraverso un tirocinio della durata di sei mesi. Le aziende che collaborano non hanno oneri da lavoro per i giovani che accolgono, in quanto il costo di ogni stage, circa 2 mila e 400 euro comprensivi di assicurazione e piccola indennità mensile per i giovani lavoratori, è coperto grazie al sostegno economico dei Rotary Club di Verona e della Fondazione Cariverona.

«Riconfermare questo importante progetto - ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali del Comune Stefano Bertacco – significa dare ad altri ragazzi la possibilità di crescere e di diventare autonomi, attraverso percorsi di inserimento lavorativo che avvengono non in strutture protette, ma in vere e proprie aziende, affiancati da tutor preparati».

«Negli oltre 20 anni di attività il Cim ha aiutato centinaia di giovani ad inserirsi socialmente e a ritrovare la strada – ha detto la presidente Cesari -. Gli obiettivi del progetto sono sia l’acquisizione delle capacità spendibili poi in ogni comparto lavorativo, ma anche lo sviluppo di abilità professionali e l’incremento dell’autonomia personale».

Dal giugno 2011 ad oggi, sono stati 91 gli adolescenti e i giovani che hanno usufruito dei percorsi di orientamento e inserimento, il 50 per cento italiani e il restante stranieri. Circa un 78 per cento erano maschi e il 22 per cento femmine. In totale sono stati 69 i tirocini avviati, dei quali 59 si sono conclusi positivamente. Al termine del tirocinio sono stati 16 i giovani che sono stati assunti dall’azienda dove avevano prestato servizio, 14 quelli che hanno trovato lavoro subito dopo in un’altra realtà. Sono state oltre 150 le aziende veronesi che hanno collaborato negli anni. Sono state finanziate anche 8 borse di studio, 5 per la frequenza di corsi triennali professionali e 3 per istituti superiori. 

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